«Il sindaco Brugnaro si fermi finché è in tempo, perché se intende procedere con questa vergognosa operazione di svendita delle opere d'arte e dei capolavori dei Musei Civici come quelli di Klimt e Chagall, scateneremo uno scandalo internazionale». L'avviso è della presidente della sezione veneziana di Italia Nostra Lidia Fersuoch, letteralmente scandalizzata per l'iniziativa a cui Brugnaro sta pensando per ridurre il buco del bilancio comunale. «Già negli anni passati, sempre per fare fronte ai "buchi" di bilancio - ricorda - il Comune ha prima venditi i palazzi storici vuoti, poi lo ha fatto o lo ha consentito per quelli ancora occupati come Ca' Corner della Regina o il Fontego dei Tedeschi, e adesso, con Brugnaro, pensa addirittura di vendere le opere d'arte dei Musei Civici, Il prossimo passo quale sarà: metterà in vendita anche i Veneziani superstiti, per far quadrare i conti?». «Il sindaco non può vendere» attacca anche il consigliere comunale della Lista Casson Nicola Pellicani «opere che fanno parte di collezioni storiche che rappresentano un patrimonio della città costruito da generazioni di veneziani. È una proposta insensata che comunque non potrà essere fatta, perché fortunatamente non è nelle disponibilità del sindaco prendere una decisione in tale senso. Come Brugnaro dovrebbe sapere, secondo il Codice del Beni culturali, qualunque museo italiano, sia esso civico o nazionale, per vendere un'opera deve prima avere l'autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali. I palazzi venduti in passato non solo evidentemente sono restati in città, ma sono stati alienati a soggetti privati che, oltre a garantirne il recupero architettonico, hanno dovuto sottostare a delle regole precise imposte da Comune e Soprintendenza. Diverso è privarsi per sempre di opere appartenenti collezioni storiche. La città si mobiliti per fermare questa proposta scriteriata».