PERCHÉ restare dietro le quinte se si può calcare il palcoscenico? Arte, letteratura, infanzia, sport, solidarietà, scienza e formazione (ma anche ricerca di contenitori originali per ogni manifestazione) sono i settori nei quali Telecom ha deciso - due anni fa circa - di investire capitali. Non da sponsor, che allora le date andrebbero riviste, ma da "committente". Una questione (per così dire) di immagine ha spinto la società ad avere un ruolo attivo nella scelta dei campi di interesse e degli eventi da sovvenzionare, ma anche la volontà di impiegare le proprie risorse, sia economiche che umane, nello sviluppo dell'azienda Italia. E' nato per questo il "Progetto Italia", che ora, dopo due anni di attività, è diventato una vera e propria S.p.a. con tanto di presidente onorario, Tronchetti Provera, e amministratore delegato. Andrea Kerbaker. «La sponsorizzazione -spiega Kerbaker- non mette sufficientemente in luce l'azienda: per avere un ruolo attivo bisogna integrare le competenze dei partner scientifici con le proprie capacità nel campo dell'organizzazione e della promozione». «Con lo scopo di contribuire alla crescita del Paese» - si legge nel programma - Telecom investe 30 milioni di euro ogni anno per la realizzazione di «iniziative gratuite facilmente fruibili, basate sul principio della divulgazione intelligente (potere della comunicazione!), dell'aiuto alle fasce meno protette, e ispirate a un criterio di qualità, di unicità» «e alta capacità di divulgazione - sottolinea Kerbaker - perché bisogna saper parlare al maggior numero di ascoltatori, non solo agli addetti ai lavori». Quali le prossime tappe del Progetto Italia? Quelle tradizionali, come le "Lecturae Dantis" di Sermonti a Milano, la collaborazione con i premi letterari Strega e Campiello, il Telecomcerto al Colosseo («gli scorsi anni abbiamo avuto Simon Garfunkel e Paul McCartney: il prossimo è una sorpresa»), le "Conversazioni di Storia dell'Arte" al Casino dell'Aurora di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, il "Dietro le quinte della tua città" con il Fai, e il "Classico di una vita" a Roma, il "Festival della Scienza a Genova", e quelle appena nate come, a settembre, «la "Writers League" a San Casciano. un torneo di calcio - spiega divertito il responsabile del Progetto - tra 70 calciatori-scrittori, cui partecipano italiani, inglesi, scandinavi e ungheresi» e in primavera "Capolavori inaccessibili da tre collezioni", tre mostre che sveleranno al pubblico opere finora inaccessibili appartenenti alle famiglie Colonna, Dona Pamphilj e Pallavicini. Al progetto si affianca dal mese scorso anche una rivista quadrimestrale (edita da Skira). Primo numero dedicato alla "Responsabilità illimitata", con interventi di Alda Merini, Antonio Paolucci, poesie di detenuti e fotografie d'archivio di Tara Gandhi Bhattacharjee, nipote del Mahatma. Perché responsabilità "illimitata"? «Ogni anno coinvolgiamo circa un milione di spettatori, questo vuoi dire che la responsabilità non è unitaria ma condivisa, che riguarda tutti noi, senza eccezioni. Riguarda ogni italiano che scelga di realizzare un progetto con spirito indomito».
La cultura, che investimento. Un milione di spettatori l'anno per le iniziative di "Progetto Italia". Parla Andrea Kerbaker
Il Progetto Italia è una iniziativa di Telecom che investe 30 milioni di euro ogni anno per realizzare iniziative gratuite e di alta qualità. Il progetto è nato due anni fa e ha già avuto successo con eventi come le "Lecturae Dantis" di Sermonti a Milano e il Telecomcerto al Colosseo. Il progetto ha anche una rivista quadrimestrale che esce con temi come la responsabilità illimitata. Il progetto ha coinvolto circa un milione di spettatori ogni anno e vuole contribuire alla crescita del Paese attraverso la divulgazione intelligente e l'aiuto alle fasce meno protette.
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