L'OPINIONEdi I recenti interventi di Franco Miracco e Lorenzo Lazzarini hanno segnalato il tema dell'assenza di una politica culturale a Venezia. Sembra strano a dirsi, ma la città che è considerata nel mondo, quasi per antonomasia, una città di cultura e dove operano istituzioni degne delle maggiori capitali europee, non sa produrre un progetto culturale chiaro riguardo a se stessa. L'assenza da anni, tranne rare parentesi, di un assessore alla Cultura (è da tempo che la funzione è assunta dal sindaco) è indicativa di un vuoto progettuale sul destino della città, gravissimo là dove è palese la rinuncia o l'incapacità di gestire anche le politiche relative a turismo, residenza e qualità dei servizi. In questo quadro, assume un rilievo tutto particolare il ruolo svolto dalla Fondazione Musei Civici, su cui si sta puntando l'attenzione di molti proprio perché è l'unica realtà, in campo culturale, strettamente collegata al Comune e quindi investita anch'essa di una funzione civica, pubblica, nonostante l'impianto privatistico dato alla sua gestione. Privata nella struttura, ma non nelle finalità, le quali dovrebbero esprimersi, oltre che nei campi e con gli strumenti di cui hanno bene detto Miracco e Lazzarini, anche nella necessaria funzione di collegamento tra le istituzioni culturali della città, che stanno facendo un lavoro eroico per il mantenimento di un patrimonio d'arte e di cultura immenso e che sono in sostanza, oggi più che mai, alla base del prestigio internazionale della città. Eppure, i nostri Istituti, Centri di ricerca, Fondazioni, Atenei, biblioteche, con i loro musei e le loro collezioni e attività, sono lasciati sostanzialmente soli, ora che anche la Regione, logorata da istanze populiste senza bussola, ha abbandonato la laguna. Venezia ha bisogno di progetti di alto respiro, di iniziative stabili e lungimiranti che siano radicate nella sua storia e capaci di interloquire e di essere punto di riferimento nelle più urgenti e più alte questioni del nostro tempo, valorizzando il patrimonio straordinario di competenze e strutture delle proprie università e delle proprie istituzioni culturali e questo è uno dei compiti essenziali e primari che il Comune di Venezia dovrebbe assumersi, attraverso competenze specifiche e non improvvisate o "immaginate". Cancelliere emerito Istituto veneto Scienze, lettere e arti