L'ha chiesto la stessa Procura: non ravvisato alcun danneggiamento al patrimonio archeologico TERAMO. Il giudice archivia l'inchiesta sul teatro romano. Dopo tre anni dagli esposti presentati dall'associazione Teramo Nostra e dal leader dei radicali Marco Pannella (riuniti in unico fascicolo), il pm Laura Colica presenta la richiesta di archiviazione e il gip Domenico Canosa l'accoglie chiudendo definitivamente una vicenda che all'epoca aveva sollevato polemiche e proteste. La procura aveva aperto un fascicolo contestando l'ipotesi di danneggiamento al patrimonio archeologico senza iscrivere indagati. Secondo il pm, che all'epoca ascoltò come persone informate sui fatti sia il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi sia l'allora consigliere comunale dell'Idv Siriano Cordoni (quest'ultimo aveva votato contro il progetto di recupero arrivato in consiglio comunale) le indagini avrebbero accertato l'assenza di danneggiamenti. Inoltre non sarebbero emersi fatti penalmente rilevanti, che comunque sarebbero stati riferiti ad anni tra il 2002 e il 2004 e quindi eventualmente prescritti ancor prima degli esposti. I due esposti avevano segnalato sia la questione del recupero del teatro sia quella dell' acquisto del prospiciente Palazzo Adamoli. L'esposto di Teramo Nostra era stato presentato dopo lo spostamento lo spostamento dei 1.400 reperti. Dopo lo studio dei resti quelli appartenenti al teatro romano erano stati ricollocati all'interno del sito che ospita il monumento, mentre quelli che facevano parte di casa Antonelli, edificio medievale abbattuto qualche decennio fa, sono stati depositati nella necropoli della Cona. Ma Teramo Nostra, all'epoca, aveva parlato di scempio chiedendo anche l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul teatro romano. Sul teatro è stato presentato un esposto anche alla Corte dei Conti.(d.p.)