Si muove l'associazione "Amici dei musei": dopo un anno non è arrivata nessuna risposta dagli uffici di Firenze e si minaccia di portare tutto alla Corte dei Conti PRATO. I pratesi provarono a rivendicarli in tutti i modi. Li hanno rivisti e ammirati per tre mesi, giusto il tempo della mostra "Capolavori che si incontrano" allestita a Palazzo Pretorio. Dopodichè, a gennaio di quest'anno i tesori di Caravaggio e Bellini e gli altri quadri della collezione pratese di Palazzo degli Alberti ripartirono alla volta del Veneto, per tornare nelle disponibilità della Banca Popolare di Vicenza. Con buona pace di Prato e nel silenzio generale. Eppure un anno fa, il 16 ottobre 2014, l'associazione "Amici dei Musei" presieduta da Giorgio Arter, confortata dal parere dell'avvocato Mauro Giovannelli, inoltrava istanza alla Soprintendenza competente per il riconoscimento del vincolo di sede della collezione. Ma negli ultimi 365 giorni l'ente periferico del Mibact non si sarebbe mai fatto vivo. Troppo, secondo gli "Amici dei Musei" che ora, sempre attraverso lo studio Giovannelli, hanno deciso di inviare una diffida alla Soprintendenza perché entro 90 giorni prenda provvedimenti adottando eventualmente atti di tutela «fondati sul legame sussistente tra la Galleria degli Alberti e il contesto territoriale della città di Prato». In pratica, complice un parere del ministero dei Beni Culturali (gennaio 2014) che ha riconosciuto la collezione "bene culturale", i quadri contesi di Palazzo degli Alberti venivano legati in modo inequivocabile alla sede in cui, in fasi successive (anni Trenta, poi nel dopoguerra tra gli anni Settanta e Ottanta) quel corpus s'era formato. La Galleria di Palazzo degli Alberti, poiché creata da un soggetto all'epoca di diritto pubblico (com'era la Cassa di Risparmio di Prato prima del 1990) non poteva dunque essere trasferita fuori da Prato poiché strettamente legata alla sua sede originaria e al territorio pratese da un vincolo storico-artistico. Con questo indirizzo la Soprintendenza avrebbe dovuto attivarsi per reintegrare l'unitarietà della collezione nella sua sede naturale: la galleria in via della Rinaldesca. LA PETIZIONE: FIRMA PER LA RESTITUZIONE DEI QUADRI Chissà sei i pratesi rivedranno mai nella loro città la "Coronazione di spine" di Caravaggio, la "Crocifissione" di Giovanni Bellini oppure la "Madonna col bambino" di Filippo Lippi. Fatto sta che quella che si profila è una vera e propria guerra a colpi di carte bollate, ingaggiata dall'associazione "Amici dei Musei" nell'interesse della valorizzazione della cultura cittadina con il parere legale di Mauro Giovannelli, uno dei massimi esperti di diritto amministrativo. A distanza di un anno, in sostanza, si rimprovera alla Soprintendenza di non aver mai mosso un dito in questa vicenda. «L'istanza si legge fra le righe della diffida non ha mai ricevuto alcun riscontro, il che è molto grave, perché l'attivazione del procedimento per l'adozione di eventuali atti di tutela è stata configurata come sostanzialmente doverosa dal parere dell'ufficio legislativo del Ministero». «Scopo della diffida è sollecitare l'amministrazione competente a fare quanto deve fare stando al parere legislativo del Ministero», spiega l'avvocato Giovannelli che si pone alcuni interrogativi. «A portare avanti la battaglia per il ritorno della collezione è rimasta solo un'associazione, di fronte all'inerzia dei soggetti pubblici e privati». In altre parole, a due anni dalla partenza delle opere da Prato perché le istituzioni locali e la Fondazione Cassa di Risparmio non si occupano più del destino della collezione di Palazzo degli Alberti? Oltre alla diffida trasmessa ai vertici dei beni culturali in Toscana, anche un ammonimento: si parla di iniziative legali fino a rivolgersi alla Procura regionale della Corte dei Conti con l'avvio di procedimenti disciplinari contro eventuali dirigenti coinvolti.
PRATO - Quadri contesi, parte la diffida alla Soprintendenza
L'associazione "Amici dei Musei" ha inviato una diffida alla Soprintendenza competente per il riconoscimento del vincolo di sede della collezione di Palazzo degli Alberti a Prato. La collezione, che comprende opere di Caravaggio, Bellini e altri artisti, è stata trasferita a Vicenza per essere esposta in una mostra e poi è stata restituita alla Banca Popolare di Vicenza. L'associazione sostiene che la Soprintendenza non ha mai mosso un dito per proteggere il vincolo storico-artistico della collezione e che il parere del Ministero dei Beni Culturali del 2014 ha riconosciuto la collezione come "bene culturale".
Artista / Persona
Bene culturale
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