Si inaugura alle ore 15 di venerdì nel Parco di Villa Mimbelli a Livorno la quinta edizione di Harborea - festa delle piante e dei giardini d'Oltremare. Una manifestazione entrata nel circuito delle maggiori mostre mercato di giardinaggio nazionali. Nel 2011, anno di esordio. Harborea fu visitata da 5.000 appassionati di fiori e giardini, che due anni dopo erano già 8.000. Nel 2014 i biglietti staccati superarono 10.000. Quest'anno sono 90 circa gli espositori provenienti da tutta Italia con oltre 500 specie e varietà diverse di piante, un gran numero delle quali difficili da reperire a Livorno: rose rare, rampicanti per l'ambiente mediterraneo, arbusti profumati, alberi da frutto di varietà antiche, erbacee perenni da fiore e d foglia, graminacee ornamentali, fiori stagionali, bulbi, orchidee, carnivore, piante succulente, peperoncini, aromatiche, bambù, conifere, agrumi da vaso e da piena terra, ortensie, camelie, piante da siepe. Con il 45 della produzione vivaistica ornamentale italiana (valore a livello nazionale del comparto: 2,6 miliardi di euro, il 6 della produzione agricola nazionale, stessa percentuale del comparto vitivinicolo) la Toscana è in testa alle regioni italiane per produzione di piante ornamentali. Per onorare questa eccellenza regionale, ad Harborea sono stati privilegiati i vivai e i produttori toscani, senza però dimenticare i vivai piemontesi, lombardi, veneti, laziali e di altre regioni che aumentano l'offerta di qualità della mostra mercato e le aggiungono prestigio. Harborea è organizzato dal Garden Club Livorno, che conta attualmente quasi 200 socie. Per informazioni telefonare al 320-8887044 gardenclublivornotiscali.itdi Paola Taddeucci Sono 685 i mecenati del nuovo millennio. 140 imprese, 44 enti non commerciali e 502 persone fisiche che complessivamente hanno donato oltre 24 milioni di euro per la cultura, l'arte e lo spettacolo. 188, invece, gli enti beneficiari che hanno presentato progetti di manutenzione e restauro dei loro monumenti: la Toscana, con 23 enti, è al secondo posto in Italia dopo la Lombardia che ne ha 27. Ecco i numeri dell'Art bonus, la legge che un anno e mezzo fa ha introdotto il credito di imposta per chi contribuisce alla manutenzione, alla promozione, al restauro e alla valorizzazione dell'arte e della cultura. I dati verranno presentati per la prima volta nel corso di Lubec, in programma l'8 e il 9 ottobre al Real Collegio, nel centro storico di Lucca. Intorno al tema "Capitale culturale e capitale umano: l'innovazione al servizio della cultura" si confronteranno oltre 180 relatori in venti seminari e tavole rotonde. Proprio la giornata di apertura, giovedì 8, sarà dedicata in larga parte all'Art bonus. Nel convegno inaugurale (alle 10) ne parlerà Antonella Recchia, segretaria generale del Mibact (Ministero dei beni culturali), mentre dalle 15 alle 17 è previsto un approfondimento con la partecipazione, tra gli altri, di Ettore Pietrabissa, direttore generale di Arcus, la società pubblica che gestisce la promozione dell'Art bonus. Per Pietrabissa i numeri sono molto positivi. Molti, infatti, gli interventi di restauro già realizzati in Italia grazie ai nuovi mecenati. Dei quali i più generosi, tra chi ha acconsentito alla pubblicazione del nome, sono stati l'Agsm Verona Spa con tre milioni e 200mila euro per la Fondazione Arena di Verona e la Banca Popolare di Bergamo con 2 milioni per la ristrutturazione del teatro Donizetti di Bergamo. La situazione toscana è in grande fermento, come dimostra il numero degli enti che hanno presentato i progetti. Prato, peraltro, è stata la prima delle quattro tappe organizzate dal Mibact in Italia per promuovere i benefici del mecenatismo. Entro dicembre saranno gli stessi pratesi a scegliere il monumento da restaurare, tra i cinque proposti dal Comune, e su cui convogliare i fondi. Grazie all'Art Bonus, poi, sono in corso d'opera, già terminati o in procinto di partire diversi progetti in alcune città toscane. Tra questi a Firenze i lavori alla Galleria degli Uffizi, alla Biblioteca nazionale, alla fontana e alla cupola di piazza Santo Spirito; a Poggibonsi il parco archeologico e tecnologico; a Volterra la Torre del Maschio; a Siena l'ex complesso Tolomei; a Calcinaia il quadro della cappella di Santo Stefano; a Pisa il museo delle navi romane; a Borgo a Mozzano il ponte del Diavolo; a Lucca la Torre di Monte Catino e il monumento di piazza del Risorgimento. In quest'ultima città, inoltre, sta per partire la raccolta per reperire 1 milione e mezzo di euro da destinare al Teatro del Giglio. Al Lubec, infine, ci saranno altri due battesimi: l'incontro tra i sindaci delle città capitali della cultura, con Matera in testa (il 9 dalle 9,30 alle 13,30) e il forum con sei direttori dei musei da poco nominati dal ministro Dario Franceschini (il 9 dalle 15 alle 17,30). Il programma completo della rassegna su www.lubec.it.