VOLTERRA Tre milioni per tre anni di scavo. Queste le coordinate indicate da Elena Sorge, funzionaria della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana, per poter far emergere l'anfiteatro romano sepolto a dieci metri di profondità nella zona di Porta Diana a Volterra. Numeri che mancavano per comprendere l'entità del lavoro che attende esperti e istituzioni prima di poter dire che questa volta l'Italia della cultura non ha sprecato l'opportunità di valorizzare uno dei suoi gioielli. Niente promesse. Il quadro economico e temporale riguardante quello che era stato definito «il più grande ritrovamento del secolo in Italia» è stato fornito durante il sopralluogo all'area di scavo da parte della seconda commissione del consiglio regionale che si occupa di sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione, presieduta dal consigliere Pd Gianni Anselmi. I consiglieri sono stati accolti dal sindaco Marco Buselli e dagli assessori Gianni Baruffa e Alessia Dei. Una visita che dà il via a un giro in Toscana «per valutare le priorità dei vari territori e supportare il lavoro della giunta regionale», ha spiegato Anselmi. Niente promesse di finanziamento, quindi, ma una «valutazione del percorso da intraprendere per attivare i finanziamenti», come ha aggiunto lo stesso presidente della commissione. Intanto, un milione. Già, perché adesso viene il bello. «Se riuscissimo a trovare un milione avremmo la possibilità di far emergere un bel pezzo di anfiteatro», ammette Elena Sorge, annunciando che, dopo l'impiego della strumentazione per le indagini geoelettriche, grazie all'Università di Genova, a breve arriverà anche il georadar inviato dall'ateneo di Stoccolma: «In un mese avremo il quadro completo dei resti archeologici di quest'area». Ma già quello che è stato scoperto rende felici gli archeologi. Un saggio della profondità di mezzo metro ha permesso di scoprire una cinta muraria interna in una zona composta da tribune. «E sotto ipotizziamo ci fossero le gabbie per gli animali da utilizzare nello spettacolo», dice ancora Sorge. Volterra ha fatto la sua parte. Le pietre finora individuate sono contrassegnate dai classici cartellini con i numeri assegnati ai reperti. Sono visibili un muretto e varie pietre, mentre la cinta muraria, che per ora si ritiene sia quella esterna, è stata coperta con un telo per evitare danneggiamenti a caausa del maltempo. Quella esterna è stata scoperta a luglio, mentre venivano effettuati lavori del Consorzio di Bonifica. Gli ultimi ritrovamenti, invece, sono il frutto di un finanziamento da 1.200 euro del Comune e di 40mila euro della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra. Sviluppo turistico. Il grosso del lavoro sarà, quindi, reperire i fondi per andare avanti. Sia Regione che Governo in questo possono recitare un ruolo importante per attivare fondi comunitari e attirare sponsor che permettano di togliere i 30mila metri cubi di terra sotto cui giace l'anfiteatro che potrebbe offrire uno sviluppo anche economico alla città e al territorio, come ha sottolineato la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Irene Galletti . Terreno agricolo. Sarebbe davvero una svolta inaspettata per un terreno che, fino a 12 anni fa, era a vocazione agricola e veniva coltivato dalla famiglia di Franca Taddei, attuale proprietaria, il cui nonno, Mariano, lo aveva acquistato nei primi anni del Novecento.