C'è un'ordinanza che ha riconosciuto Bari città turistica a partire da giugno fino a settembre: ma il risultato è che di turistico, in realtà, c'è ben poco. Oppure, è solo un paravento per le aperture delle domeniche della grande distribuzione? Infatti, la nostra città ha fame di cultura e come penso, non sembra essere più considerata prioritaria. Ed è un errore madornale. Qui, alle 20.30 e soprattutto in piena estate, non c'è più niente da vedere, arriva il coprifuoco e la città diventa un deserto. Senza contare il problema della sicurezza. Insomma, l'anima della città è sparita, non interessa a nessuno. E' mai possibile che nella città di Trani l'amministrazione ha deliberato 700 mila euro per la cultura ed eventi di spesso repertuttal'e-state. Come mai, invece, Bari ha programmato per i mesi di luglio e agosto, solo 200 mila euro? Non è più pensabile che i grandi imprenditori, quelli che un tempo lasciavano segni culturali ancor oggi benri-conoscibili (si pensi alla Regione, al Comune, al Politecnico, alla Provincia, alla Camera di Commercio), siano praticamente scomparsi dalla scena. Uno squillo di campanello che faccia percepire la presenza di una classe diri-genteilluminataenoneffime-ra, potrebbe già avvertirsi con un sostegno che eviti il ridimensionamento dei programmi da organizzare a breve in città. Sarebbe troppo bello vedere associato al nome di un grande imprenditore il lancio di un festival di musica lirica, classica o d'avanguardia, (per esempio) diretta dal maestro Muti, nella nuova stupenda struttura costruita per l'evento del Papa. Oppure, eventi di musica leggera di livello nazionale, jazz, cabaret, intrattenimenti culturali, sfilate di moda. Perché il Salento, ma anche Ostuni, Otranto, Castellaneta Marina, fanno a gara per organizzare eventi di rilievo nazionale e internazionale, i borghi organizzano sagre, feste patronali e tutto ciò che serve ad attirare i turisti? Perché lì la vita pulsa. Qui a Bari no. la città sembra fredda, estranea, inospitale. Invece, bisogna creare motivazioni vere per far venire i turisti e aumentare i flussi: penso, ad esempio, ad uno sconto del 20 per cento in hotel e ristoranti che aderiscono alla convenzione; un taglio momentaneo dell'iva sul settore; riduzioni su biglietti e tariffe; una semplice card per entrare nei musei. Inoltre, potrebbe essere utile l'addestramento dei vigili, la polizia municipale dovrebbe diventare "polizia turistica", la sicurezza è importante almeno quanto le attrazioni enogastronomiche. Serve per rilanciare le presenze, ma anche per fare da vetrina: di tutto questo ne potrebbe beneficiare l'economia della città. associazione Ambiente e vita