SAN GIULIANO TERME Il mandato della commissione paesaggistica è durato più di quello del Presidente della Repubblica. È quanto emerge dalle indiscrezioni relative alla relazione finale, approvata martedì dalla commissione speciale d'indagine sulla frana di Ripafratta. La relazione ha ricevuto il voto favorevole di tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di "Cittadini e Territorio", forza politica guidata da Giusto Nicosia. «Abbiamo rilevato che la commissione che esprime pareri vincolanti in ambito paesaggistico e urbanistico, non è stata rinnovata negli ultimi 12 anni. In tutti questi anni ha agito in regime di proroga: secondo me potrebbero emergere delle perplessità sulla legittimità di alcuni atti approvati. Solo pochi giorni fa il Comune ha presentato il bando per il rinnovo afferma Giacomo Mannocci, presidente della commissione speciale e consigliere comunale di Noi Adesso San Giuliano . È assurdo che dal 2003 ad oggi nessuno si sia accorto che era scaduto il mandato. Questa è una delle importanti conclusioni del nostro lavoro». L'evento franoso su cui la commissione ha indagato, lo ricordiamo, è avvenuto il 17 dicembre 2014: il versante della collina franò sull'abitazione della famiglia Grassotti in via Fattori, a Ripafratta. Gli abitanti ne uscirono indenni per miracolo. A gennaio la commissione speciale ha iniziato a lavorare per verificare la sussistenza di eventuali responsabilità amministrative. Contemporaneamente, la Procura ha svolto le proprie indagini. «Il giudizio della relazione è politico. La situazione di emergenza, a livello di protezione civile, è stata gestita bene dal sindaco Sergio Di Maio aggiunge Mannocci . Dal punto di vista amministrativo, invece, abbiamo rilevato parecchie inefficienze e diverse criticità. Troppi "non ricordo" e "non so" da parte dei soggetti convocati dalla commissione. Per esempio, nell'ordinanza di sgombero, emanata dopo la prima frana del 2013, c'è scritto che era stato fatto un verbale di sopralluogo; in realtà non fu fatto alcun verbale e sul posto non ci andò chi ne aveva le competenze. È significativo che tutti i gruppi consiliari abbiamo evidenziato le carenze delle strutture amministrative comunali». L'indagine della commissione è, per sua natura, incompleta e non vuole certo sostituirsi al lavoro degli organi inquirenti. «I privati non sono intervenuti per motivi legati alla loro strategia processuale; inoltre non abbiamo potuto confrontarci neanche con Terna, l'azienda responsabile del traliccio che si trovava sulla collina franata. La relazione che abbiamo redatto esprime un giudizio molto articolato e si basa sui documenti che abbiamo potuto esaminare. Il nostro contributo è molto significativo e ho intenzione di chiedere al consiglio comunale di trasmetterlo ufficialmente alla Procura della Repubblica». Oggi Mauro Parducci, vicepresidente della commissione, presenterà al consiglio comunale questa relazione, scritta col presidente Giacomo Mannocci. «Sulle responsabilità dei singoli non mi pronuncio dice Mannocci -. Una volta approvata dal consiglio, la relazione sarà resa pubblica e ognuno potrà farsi la propria idea».