CARO Augias, quasi ogni giorno devo confrontarmi con personalità, questa volta Vittorio Emiliani, che citano numeri con una approssimazione inaccettabile e poi sulla base di quei numeri sbagliati emettono sentenze inappellabili. Emiliani sbaglia perché lo stato di previsione della spesa del Mibact 2015 è stata di 1,56 miliardi, e non "1.3 miliardi e spiccioli" come egli scrive, a meno che non ritenga spiccioli 260 milioni di euro. Inoltre le principali spese per la tutela sono cresciute di circa il 10 per cento nel 2015, passando da 78,9 a 86,7 milioni. Infine la scorsa finanziaria ha stanziato 100 milioni annui per un quinquennio, raddoppiando quindi le risorse per la tutela. Inoltre i 18 milioni (non 20, sempre per precisione) per l'Arena del Colosseo, fanno parte di un nuovo fondo "Grandi Progetti" di 80 milioni per 201516. Se il governo Letta ha arrestato la diminuzione delle risorse per la cultura, con il Governo Renzi si è quindi tornati a crescere. E stiamo lavorando perché nella prossima legge di stabilità ci siano ulteriori incrementi per la cultura. A ciò si aggiunga che Art Bonus ha portato a entrate un po' superiori ai 5.800 euro citati da Emiliani. All'ultimo monitoraggio realizzato (29 settembre scorso) risultano infatti effettuate donazioni per 24.306.977,53 provenienti da 685 mecenati (44 enti non commerciali, 139 imprese e 502 persone fisiche). ministro dei Beni culturali e del Turismo DAL MOMENTO che dobbiamo ritenere le cifre fornite da un ministro in carica veritiere fino al centesimo, la lettera di Dario Franceschini un piccolo senso di sollievo lo dà. Devo ricordare che questa precisazione consegue a due diversi interventi originati dal rifiuto di Stefano Benni di accettare il premio De Sica che gli era stato assegnato. Secondo lo scrittore in un momento di seri tagli alla cultura non c'era alcun motivo per festeggiare alcunché, dunque niente premio anche se istituito da Gian Luigi Rondi nel lontano 1975. È seguita, giovedì della scorsa settimana, una prima lettera del ministro che contestava i tagli con una risposta di Benni che ribadiva comunque il suo atteggiamento. Sabato in questa rubrica ho pubblicato una lettera di Vittorio Emiliani che riportava alcune cifre ed è a quest'ultimo intervento che ora il ministro risponde. Dal momento che molti argomenti sono agitati nel dibattito pubblico ma che solo di rado riguardano la vita culturale, ben vengano discussioni e chiarimenti. Questa è la prima osservazione che mi sento di fare. Il secondo dato è che, in una fase che sembra aprire verso tempi meno grami, pare che qualche briciola dal tavolo sia caduta o stia per cadere anche nel paniere della cultura. La prossima imminente finanziaria ci dirà meglio di quale consistenza e se potremo considerare finita almeno la fase più acuta dell'emergenza in un settore vitale per il paese.