Quaranta dipinti per un percorso espositivo che attraversa un arco temporale compreso fra il tardo Gotico e il Romanticismo. Le firme sono quelle di grandi maestri della pittura, come Battistello, Caracciolo, Giaquinto, Alta-mura, Sacelli, Guarino; e ancora Giordano, Solimena, SalvatorRosa, Preti, oltre a De Matteis. Le opere sono esposte secondo un criterio scientifico che prevede come nucleo centrale la grande stagione del Sei-Settecento meridionale, arricchito dalla presenza di autori quali Gherardo Delle Notti o Rachel Ruysch. L'esposizione, che si potrà visitare da oggi fino al 19 settembre, è un significativo esempio di partnership fra Banca Carime e le due soprintendenze (per il Patrimonio storico artistico e per i Beni architettonici) competenti per Bari e Foggia. Una collaborazione culturale peraltro sperimentata, anche di recente, a Cosenza, Reggio Calabria e Matera. «Non è una novità ha rilevato il soprintendente Marcello Benedettelli presentando la mostra che le più grandi esposizioni di livello internazionale siano sponsorizzate da gruppi industriali e istituti bancari con l'intento di diffondere e divulgare la conoscenza dell'arte come momento di crescita culturale per tutti. In questo solco si colloca dunque l'iniziativa della Carime, un'azienda che peraltro affonda le sue radici nel Mezzogiorno». E dalla «banca del Sud per il Sud», per usare le parole del suo presidente, Andrea Pisani Massamormile, arriva anche la promessa di proseguire nella collaborazione con le soprintendenze pugliesi, organizzando a breve nuovi eventi culturali. Formatasi fra gli anni Settanta e i primi Ottanta, la collezione della Carime rappresenta una delle più prestigiose raccolte private dell'intero Mezzogiorno, con oltre sessanta fra dipinti e sculture che vanno dal Trecento al Novecento. Fra le quaranta opere in mostra, 13, conservate a Bari, sono state studiate e attribuite per la prima volta. «Tra questespiega il soprintendente Filomena Sardella, anche cu-ratrice del ricco catalogo due tavolette che componevano i laterali di un trittico, rappresentanti le "Stigmate di San Francesco e Santi", riferite all'ultimo quarto del XV secolo; il dipinto raffigurante la Pietà, di ambito carraccesco, eseguito dunque fra il XVI e il XVII secolo; la "Moltiplicazione dei pani e dei pesci", prima opera firmata e datata di Scipione Compa gno, autore legato alla cultura romana coeva; e ancora le quattro tele attri buite a Thaddaus Kuntz; il "Ritratto di gentiluomo" di Gio vanni Maria Delle Piane, pittore di corte nella Napoli settecentesca e ritrattista di Elisabetta Farnese; un inedito di Mosé Bianchi, pittore allievo di Federich Schmidt all 'Accademia di Brera, intitolato "Toletta di Venere"; "Madre e figlia" di Louis Ridel, opera ottocentesca di un artista che si forma a Parigi con Elie Delaunay, Gustave Moreau e Alfred de Richemont. Fino alla Puglia, rappresentata dal dipinto di Francesco Saverio Altamura, "Le nozze di Buondelmonte con la Donati", e da"Enea e Didone sorpresi dalla tempesta", proveniente dalla bottega di Corrado Giaquinto». Insomma, il collezionismo d'arte a disposizione del grande pubblico per avvicinarlo anche a contenitori culturali come il castello di Bari. «La Soprintendenza ha rimarcato in proposito Benedettelli con questa mostra vuole avvicinare la gente alle strutture come i castelli pugliesi per farne un luogo deputato alla cultura a disposizione di tutti». «La rassegnagli ha fatto eco Sardella è un esempio di come si possa mettere a disposizione del pubblico un patrimonio privato e di come si possa sollecitare quelle produzioni d'arte contemporanea pensando al futuro». La mostra si potrà visitare tutti i giorni (tranne il mercoledì) dalle 9 alle 19, anche con visite guidate da prenotare al numero 080.528.62.19.11 costo del biglietto d'ingresso è di due euro per gli adulti e di un euro per i giovani dai 18 ai 25 anni; per gli under 18 e gli over 65 l'ingresso è gratuito.