C'È la domanda: un milione di visitatori che fanno la fila nelle giornate di apertura straordinaria dei musei. C'è l'offerta potenziale: l'Italia ha il più grande patrimonio culturale del mondo. Quello che finora è mancato è il collegamento tra questi due elementi. Non c'è stata la piena disponibilità dei beni storici e artistici, spesso poco fruibili o addirittura ignoti. Per rimediare il Fai (Fondo Ambiente Italiano) ha lanciato una giornata di mobilitazione straordinaria, "Ricordiamoci di salvare l'Italia". Domenica 18 ottobre in 130 città saranno visitabili 500 monumenti, normalmente inaccessibili o poco conosciuti. «È un'iniziativa importante perché aiuta a vedere l'Italia come un museo diffuso», ha commentato il ministro il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. «E questa oggi è un'assoluta necessità perché altrimenti la crescita del turismo internazionale potrebbe trasformarsi in un boomerang, nel sovraffollamento di contenitori fragili come i nostri centri storici. Rischiamo di rendere impraticabile una piccola parte del nostro patrimonio culturale e lasciare che, a pochi metri di distanza, ci siano capolavori ignorati». Un'idea di questa ricchezza, in larga parte trascurata, si ha scorrendo l'elenco dei luoghi che verranno aperti durante la Fai-Marathon. L'attenzione sarà puntata su meraviglie che restano nascoste nelle grandi città. Ad esempio a Venezia la maratona ruoterà attorno ai ricordi degli armeni per commemorare il centenario del loro genocidio. Si vedranno la piccola chiesa barocca di S. Croce degli Armeni e l'isola di San Lazzaro, donata dalla Repubblica di Venezia a un gruppo di monaci in fuga da Modone durante l'assedio turco, con il monastero circondato da un immenso giardino, la pinacoteca, la stamperia di fine Settecento. A Napoli si apriranno la Stanza del Lazzaretto dell'ex Ospedale della Pace, con la balconata sospesa da cui i medici calavano cibo e bevande ai lebbrosi e agli appestati, e la Chiesa di San Giovanni a Carbonara con lo straordinario monumento funebre al re di Napoli Ladislao. A Bologna invece sarà la musica a tenere banco: si andrà dalla Regia Accademia Filarmonica fondata nel 1666, con la collezione di flauti diritti del Cinquecento, agli studi in cui hanno inciso i loro successi Lucio Dalla, Zucchero e Paolo Conte. E a Modena l'attenzione sarà puntata sul writing e sull'arte di strada che servono a riqualificare aree urbane degradate e a valorizzare artisti come Blu, Ozmo, Os Gemeos e Nunca. Ma i riflettori saranno anche puntati su piccoli centri che in genere sfuggono ai radar del turismo. Ad esempio Altomonte, un paesetto ai piedi del Pollino, in provincia di Cosenza, dove il convento dei domenicani ospita una tempera di Simone Martini. O Alcamo, in provincia di Trapani, dove va di scena la meditazione: si visiteranno i giardini di Palazzo Rocca, un polmone verde nascosto all'interno del centro storico del paese, con la vegetazione esuberante che si rispecchia nelle grandi fontane; il Collegio dei gesuiti con la biblioteca ricca di incunaboli e cinquecentine; il palazzo De Ballis, con la monumentale torre del Quattrocento. «Le iniziative di sostegno al rilancio culturale stanno crescendo anche grazie a chi ci è da anni vicino, come il Gioco del lotto, e a chi tra l'11 e il 25 ottobre comporrà il numero 45592 per dare un piccolo aiuto alla salvaguardia delle meraviglie d'Italia», ha spiegato il presidente del Fai Andrea Carandini. «Noi pensiamo che la bellezza che ci circonda dia la possibilità di divertirsi, di stare bene. In Gran Bretagna il National Trust, con i suoi 4,2 milioni di iscritti e la sua capacità di azione, ci indica la strada da percorrere per tornare a rendere vive e piacevoli le nostre città».