«Il mio progetto non è morto». Polo espositivo, il Comune tranquillizza gli operatori «Non sento i privati da oltre un anno». L'architetto Vittorio Gregotti parla dell'iter del suo progetto di riqualificazione dei terreni di Trento Nord, dopo che la questione è stata risollevata da Pallaoro e Andreatta. «Non ho novità da tempo. Credo anch'io che il problema sia dei privati» dice Gregotti. Intanto il Comune tranquillizza gli espositori sul nodo di Trento Fiere. TRENTO L'attività espositiva del capoluogo non sarà interrotta quando l'ateneo occuperà gli spazi di via Briamasco che oggi ospitano Trento Fiere. L'assicurazione è arrivata ieri pomeriggio dall'assessore comunale allo sviluppo economico Roberto Stanchina: nell'incontro chiesto a gran voce dagli operatori del settore (che organizzano le loro manifestazioni nei padiglioni del capoluogo), Stanchina ha ascoltato le preoccupazioni già emerse sul futuro del polo cittadino, tranquillizzando quindi sulle prospettive future. A confrontarsi con l'assessore e con la dirigente del Servizio sviluppo economico Sabrina Redolfi, ieri, è stata una delegazione di operatori, promotori di varie manifestazioni fieristiche ospitate negli spazi di via Briamasco: da Fa' la cosa giusta al Trentino dei bambini, da Mondo donna a Idee casa, da Eurocactus a Minerali e fossili. All'esponente della giunta del sindaco Alessandro Andretta, gli espositori hanno ribadito i timori in vista dell'arrivo in via Briamasco dei servizi destinati agli studenti dell'università di Trento. «Il capoluogo hanno spiegato gli operatori del settore è strategico ed è l'unica soluzione possibile per le nostre manifestazioni». L'alternativa, in caso di uno stop al polo cittadino, sarebbe lo spostamento fuori provincia (a Bolzano o a Verona) o, come estrema soluzione, la cancellazione degli eventi. Tenendo conto di un aspetto fondamentale: «In questo campo hanno spiegato non si può perdere nemmeno un anno». Quindi anche l'interruzione del calendario, in attesa di una nuova sede, diventerebbe deleteria per i vari appuntamenti. Non solo: a Stanchina gli operatori hanno ricordato l'importanza di Trento Fiere, sottolineando la questione non secondaria della posizione centrale e facile da raggiungere. L'assessore, dal canto suo, ha confermato la prospettiva già tracciata: gli spazi di Trento Fiere saranno occupati, tra qualche anno, dai servizi dell'università. Ma nel momento in cui ci sarà il passaggio, ha assicurato Stanchina, «noi avremo già trovato l'alternativa: non ci saranno interruzioni nel calendario delle manifestazioni». E il nuovo polo espositivo (non fieristico, ha precisato Stanchina) potrebbe essere all'ex Italcementi: la «suggestione» che sta maturando, ha detto l'assessore, è di un'area espositiva di 6.000 metri quadrati, alla quale si aggiungerà un'area commerciale di 12.000 metri quadrati e una parte destinata a un mix di funzioni.