Piano per la nuova Legge speciale: ci sono anche tassa sui turisti, Iva e ztl a San Marco Venezia. La tassa sui turisti (anche quelli che arrivano in treno), l'istituzione di aree a traffico limitato pedonale in centro storico, la possibilità di vendere i quadri che non pregiudicano l'integrità delle collezioni esistenti. E ancora: il mantenimento di una quota dell'Iva generata dalla città storica. Il sindaco Luigi Brugnaro le ha fatte mettere nero su bianco sul mini dossier che ieri pomeriggio ha consegnato ai parlamentari veneziani che ha incontrato per una nuova Legge speciale. VENEZIA. La tassa sui turisti (anche quelli che arrivano in treno), l'istituzione di aree a traffico limitato pedonale in centro storico, la possibilità di vendere i quadri che non pregiudichino l'integrità delle collezioni esistenti. E ancora: l'esclusione di Porto Marghera dal sito di interesse nazionale (sin) per snellire le procedure e velocizzare la riconversione, lo scorporo dai calcoli del Patto di stabilità dei fondi di Legge speciali e le spese sostenute per la gestione del Casinò, l'istituzione di una zona franca o comunque una fiscalità di vantaggio per le start up, aziende di riconversione ecologica e il mantenimento di una quota dell'Iva generata dalla città storica. Il sindaco Luigi Brugnaro le ha fatte mettere nero su bianco sul mini dossier che ieri pomeriggio ha consegnato ai parlamentari veneziani che ha incontrato (non c'erano il senatore Casson e i deputati Sara Moretto e Andrea Martella, mentre Giulio Marcon di Sel, non invitato per un disguido ha parlato con lo staff del sindaco). «Abbiamo dieci giorni di tempo per far inserire nella Legge di Stabilità in via di presentazione al Senato, la specificità di Venezia spiega il tosiano Emanuele Prataviera Lavoreremo trasversalmente per evitare che ancora una volta Ca' Farsetti rimanga all'asciutto». Ci sono i canali da scavare, le fondamenta da sistemare, la pavimentazione da sistemare e in genere la manutenzione e la salvaguardia della città storica. Dice Brugnaro: «Rispetto a qualsiasi altra città d'Italia Venezia ha delle spese aggiuntive proprio per la sua specificità. I rifiuti ad esempio: raccolta e gestione costano 30 milioni in più. Poi c'è la manutenzione ordinaria, la rete antincendio... Messe tutte una sotto l'altra fanno arrivare il fabbisogno annuo della città a cento milioni». Il sindaco nelle prossime ore parlerà con l'economista Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che si sta occupando della stesura della Legge di stabilità. Per questo Ca' Farsetti sta realizzando un vero e proprio dossier da presentare al governo che dia evidenza dei costi aggiuntivi connessi alle peculiarità paesaggistiche, territoriali, artistiche e storiche. «Oggi tutti parlano di Venezia, ma al di là delle parole nulla, sono i residenti che pagano la specificità della città precisa il sindaco Scrivetelo: quest'anno a bilancio abbiamo 200 mila euro per le manutenzioni. La signora Borletti Buitoni, che è anche sottosegretario ai Beni culturali, potrebbe aiutarci a trovare qualche soluzione per recuperare i fondi per la manutenzione». Brugnaro, così come tutti i suoi predecessori, spinge per rafforzare le competenze del sindaco capace di governare su tutto il territorio (avviando così la gestione unitarie delle acque) e per avere in cassa le risorse della Legge speciale già stanziate ma non ancora erogati al Comune (oggi sono 18 milioni). «L'impegno per la nostra città è massimo spiega il pd Michele Mognato ma purtroppo ho sentito cose già dette, il problema c'è da diversi anni ed è il motivo per cui il conto economico dell'amministrazione veneziana si trova oggi in queste condizioni». C'è il bilancio da far quadrare (mancano all'appello una ventina di milioni di euro) e il Patto di stabilità da rispettare (qui i milioni a mancare sono quasi 58). Difficile riuscire a centrare gli obiettivi senza un contributo, anche legislativo, e non solo economico del governo. L'obiettivo è proprio quello di inserire la specificità di Venezia direttamente nella legge di stabilità con lo stanziamento di finanziamenti puntuali e norme ad hoc che possano agevolare il recupero di fondi per la sua salvaguardia. «E' indispensabile agire subito evitando di arrivare poi alla presentazione di emendamenti che hanno scarsa possibilità di essere votati», dicono i democratici Davide Zoggia e Delia Murer. «La città va messa in condizione di farsi carico della sua manutenzione», aggiunge il deputato di Area popolare Andrea Causin. «Sebbene la nostra opposizione sulle scelte amministrative e politiche di Brugnaro resti netta, consideriamo prioritari la messa in sicurezza del bilancio e la salvaguardia dei servizi e dei posti di lavoro», commenta il Sel Marcon.