Il Pd incalza il Comune e Castoro boccia i sindaci LECCE. La corsa per la candidatura di Lecce a Capitale della Cultura 2019 alla fine è stato un fallimento. Ora Lecce punta al riconoscimento come patrimonio dell'Unesco. E, come già avvenuto con Noto, la città è pronta a mettere in campo il suo Barocco. Ma, in attesa del dossier, le rivali sono abbastanza competitive. E su tutte ci sono Lucca, Pavia, Parma e Benevento. Antonio Rotundo, consigliere comunale del Pd, ha chiesto al Comune di avviare le procedure per la presentazione del dossier sul Barocco mentre Wojtek Pankiewicz, presidente del movimento «Valori e Rinnovamento», continua a scommettere sul Salento ricordando che la Provincia presto convocherà i sindaci per la preparazione di un dossier. Ipotesi poco percorribile secondo Giovanni Castoro, presidente del Centro Studi Rudiae, che ricorda la visita a Lecce, nel 2013, dell'ambasciatore Unesco, Ray Bondin. «Rimase colpito», dice oggi Castoro. Quattro città, dunque, sono già scese in campo. Benevento (città romana, longobarda e pontificia) ha già ottenuto il riconoscimento dell'Unesco per la chiesa di Santa Sofia, costruita nel 760 dal duca longobardo Arechi II. Ora candida l'Arco di Traiano e il Teatro Romano. Pavia, che affonda le sue radici all'epoca delle tribù preromane, lancia la Certosa di Santa Maria delle Grazie, che comprende un monastero ed un santuario. Luca, invece, famosa per i suoi monumenti storici, è tra le città d'arte più note d'Italia. Poi c'è Parma. Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), sede universitaria dall'XI secolo. Nel 2014 è stata inserita dal quotidiano inglese The Telegraph al 4 posto come miglior luogo al mondo in cui risiedere per qualità della vita. E Lecce? Antonio Rotundo, nella sua mozione urgente presentata al Consiglio comunale, esalta in particolare «il triangolo che va dal Duomo a piazza Sant'Oronzo e l'Anfiteatro Romano fino alla chiesa di Santa Croce». Giovanni Castoro, presidente del Centro Studi Rudiae, spiega: «Nel giugno 2013 accompagnai l'ambasciatore dell'Unesco, Ray Bondin durante il suo sopralluogo in città, nel visitare il centro storico gli feci scoprire i tesori nascosti di Lecce presso l'allora ancora sconosciuto Museo Faggiano, in via Ascanio Grandi, ne rimase incantato e mi disse che ciò che rende davvero speciale Lecce non è il Barocco, simile a quello di altre città, bensì la Lecce sotterranea, il mondo messapico e romano, anche se poco scoperto e ancora da portare alla luce. Si meravigliò che nessuno se ne fosse mai interessato a farlo». Poi aggiunge: «La sera stessa, al suo rientro a Lisbona, mi inviò una mail per ringraziarmi per ciò che aveva scoperto». E ancora: «Bondin aveva rimarcato come l'idea della proposta originaria fosse ormai in disaccordo con i criteri Unesco odierni e aveva suggerito di proporre la candidatura individuale del centro storico di Lecce». Conclude: « La recente riproposizione di una proposta collettiva di svariati comuni appare pertanto ormai fuori tempo e totalmente velleitaria».