Caro Conti, la questione del Cimitero Acattolico celebrato anche da Pasolini è molto più grave di come segnala la gentile Direttrice. Quel muro sfregiato continuamente da questi «mostri» che vivono a Roma dovrebbe diventare una battaglia di tutti. Ogni volta che le oscene scritte vengono cancellate il giorno dopo tornano. E' uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti di Roma. A Londra la casa di Keats è oggetto di venerazione, a Roma la sua tomba è circondata da un muro ridotto a un letamaio. Forse sarebbe meglio riportare i resti del Poeta lì dove è nato. Gioacchino Bonsignore Caro Conti, nuovi sfregi a colpi di spray nero e rosso sul palazzo candido dell'ex Gil in via Induno, restaurato con i soldi pubblici (di tutti noi). Scritte imbecilli e insensate (come il cervello di questi mascalzoni) hanno sfregiato le pareti di ciò che resta della villa del Vascello al Gianicolo, gloria del 1849, restaurata con sapienza e amore. Ho letto mille promesse di una campagna del Campidoglio contro i writer. Ma che fine hanno fatto quelle belle parole? Alessandro Marini Hanno fatto la fine delle promesse non mantenute, tutti qui. La prova è proprio nell'ex Gil, nel cuore di Roma, dove i vandali continuano ad agire indisturbati. Almeno per ora, hanno stravinto loro sull'inerzia del Campidoglio. Che tristezza. Paolo Conti
Roma. I writer-vandali e il degrado, per ora hanno vinto loro
Il testo è un articolo di giornale scritto da Paolo Conti. Il Cimitero Acattolico di Roma è oggetto di critiche per le scritte vandaliche che continuano a essere cancellate. Il testo richiama l'attenzione sulla questione e chiede a tutti di unirsi alla battaglia contro questi "mostri" che vivono a Roma. Il Cimitero Acattolico è descritto come un luogo suggestivo e affascinante, ma è circondato da un muro ridotto a un letamaio. Il testo anche menziona un'altra vittima di vandalismo, la villa del Vascello al Gianicolo, che è stata restaurata con soldi pubblici.
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