L'obiettivo: partire dal teatro per ridare un ruolo pubblico a tutto il complesso. Fassino: "Niente annunci, parleremo con i fatti". Tra un mese le linee definitive Il progetto top secret di Comune e Stabile per la Cavallerizza "Il canale di comunicazione è aperto". Questo si limita a dire il direttore del Teatro Stabile, Filippo Fonsatti, se gli si chiede se la Fondazione tornerà presto a operare dentro la Cavallerizza. In realtà la discussione è già in stato avanzato ed esisterebbe già un piano: ma, in Comune, il sindaco Piero Fassino e l'assessore al Bilancio e Patrimonio, Gianguido Passoni, non vogliono bruciare le tappe. Anzi, l'ordine è evitare di parlarne, evitare di fare polemiche e di entrare in contrapposizione con chicchessia, a iniziare dagli intellettuali Gustavo Zagrebelsky e Salvatore Settis per finire con il "Comitato 14:45". "Basta annunci, sulla Cavallerizza parleremo solo con i fatti" si dice a Palazzo Civico. E il primo potrebbe essere la rentrée dello Stabile. Insomma, ripartire dalla fine. Fonsatti preferisce non entrare nel merito della questione: d'altronde lo Stabile così come il Teatro Regio ha sottoscritto un protocollo d'intesa con Palazzo Civico. Il direttore della Fondazione di via Rossini fa comunque alcune considerazioni: "Quando gli occupanti della Cavallerizza dicono di aver restituito all'uso pubblico quello spazio - sottolinea - non dicono una cosa giusta. Quando c'eravamo noi quel posto era aperto tutti i giorni, agosto compreso. Aperto alle famiglie, ai giovani, ai ricchi e ai poveri per dodici mesi con centinaia di appuntamenti ". Lo Stabile ha gestito le aree teatrali dal 2004 al 2013, quando ha dovuto dire al Comune che le avrebbe lasciate a causa degli ingenti costi di ristrutturazione, intorno ai 400mila euro, per mantenere le sale agibili. Soldi che, con il senno di poi, il Comune avrebbe fatto meglio a trovare per evitare l'abbandono del quartiere, l'occupazione, le proteste contro la privatizzazione e le svendite, gli incendi e gli appelli. Ma questa ormai è storia. Il mese prossimo verrà completato il "masterplan" con tutte le nuove funzioni. Si definiranno le vocazioni universitarie, tra aule e residenze, e quelle teatrali, a partire dal Maneggio Reale. E potrebbe essere proprio questo il primo tassello. Il direttore Fonsatti sottolinea un aspetto fondamentale: "Gli occupanti invocano un uso pubblico degli spazi. Bene, noi siamo pubblici, siamo una fondazione pubblica, un teatro stabile e nazionale con un riconoscimento e un sostegno ministeriale. Più pubblico di questo non so cosa ci possa essere". Poi, rivolgendosi al Comune, aggiunge: "Per noi il Maneggio Reale è strategico. Noi siamo pronti a discutere, siamo attivi. Io sono ottimista, credo che il Comune abbia a cuore il futuro della Cavallerizza". Fassino e Passoni stanno cercando tutto ciò che può innescare movimento. Come amano dire a Palazzo Civico, "si metta benzina per riavviare la macchina ". Un modo anche per togliere la questione dal tavolo delle elezioni del 2016. Lo Stabile potrebbe essere il primo combustibile per riaccendere il motore Cavallerizza: spazio che sarà riaperto pezzo a pezzo, vista la grandezza, la mancanza di risorse e il rimanere per ora in sospeso delle cordate private.