LUCCA. Non si danno per vinti. Continuano a dare battaglia gli esclusi eccellenti, gli inquilini delle casermette che saranno costretti a sloggiare dopo le nuove assegnazioni avvenute in base al bando dell'Opera delle Mura. Simonetta Simonetti, anima delle attività destinate agli anziani che da anni si svolgono nella casermetta San Frediano, spiega: «Ho presentato e protocollato una richiesta per chiedere le motivazioni dell'esclusione. Sarà una lotta molto dura. Se qualcuno spera che ci stancheremo, si sbaglia. Mi stupisce in tutta questa partita il silenzio dell'amministrazione nei nostri confronti». Sul piede di guerra c'è anche Franca Severini, curatrice della collezione delle opere del maestro Giannetto Salotti: un museo che da quarant'anni (fino a quando il maestro vi ha lavorato, ovvero fino alla morte avvenuta due anni fa) ha sede nella casermetta San Martino. Alla folta schiera dei sostenitori del museo, della sua permanenza nel suo luogo "storico" adesso si è aggiunto anche lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet. «Oltre ad aver scritto pagine intense su Salotti - spiega Franca Severini - Crepet è un estimatore della sua arte. Il 30 settembre è venuto in visita nell'atelier e ha acquistato un'opera del maestro: la scultura battezzata "Il messaggero di pace", opera tanto cara anche al compianto Fratel Arturo Paoli. Crepet si unisce al coro dei sostenitori dell'arte di Salotti come patrimonio da conservare per la storia di Lucca». Franca Severini esclude azioni legali ma intanto si è mossa su apiù fronti. «Ho interessato della vicenda il sottosegretario ai Beni Culturali Buton: mi è stato assicurato che il ministero si informerà presso il Comune di Lucca. Si è interessata alla vicenda anche l'onorevole Deborah Bergamini con la quale sono in contatto continuo. E così anche il presidente della Provincia Luca Menesini», sottolinea. La curatrice della collezione ha chiesto anche «un incontro al sindaco e al prefetto: sono in attesa di una loro risposta». (b.a.)