L'Autorità nazionale anticorruzione ha accolto il ricorso presentato lo scorso giugno dal consigliere comunale di minoranza, Francesco Mazzoni che definiva «illegittima la procedura seguita dalla amministrazione comunale di Pontremoli per l'affidamento della gestione del Museo delle statue-stele. «In seguito alla mia segnalazione - commenta lo stesso Mazzoni - l'Autorità nazionale anticorruzione ha confermato che l'affidamento del Museo delle statue-stele, messo in atto dall'amministrazione comunale di Pontremoli, è contrario alle norme e ai più elementari principi in materia di appalti e di concessioni. Non mi dilungo nel merito: basta leggere ciò che scrive l'Anac. Tutti i problemi che avevo segnalato esistono, sono concreti. In sintesi, l'Anticorruzione dice, fra l'altro, che: - l'affidamento in questione è una concessione di servizi e non un appalto di servizi, come afferma erroneamente l'amministrazione comunale, mettendo in atto una procedura contraria alla legge; - la scelta del gestore deve avvenire nel rispetto delle procedure a tutela della concorrenza; - il Museo delle statue-stele è un bene culturale di appartenenza pubblica, come tale soggetto alle norme del Codice dei beni culturali. In particolare, il gestore deve essere scelto con una procedura a evidenza pubblica, sulla base di una valutazione comparativa dei singoli progetti». Secondo Mazzoni «Nell'affidamento della gestione del Museo delle statue-stele ci sono stati gravi "scivoloni": anche in questa vicenda, il sindaco e la maggioranza dimostrano di non saper amministrare. A me dispiace che si debba arrivare al punto di far intervenire l'Anticorruzione. Pontremoli non merita questo. Devo essere sincero: più di tutti, mi stupiscono il sindaco Lucia Baracchini e il capogruppo Jacopo Ferri. Prima di inviare l'esposto all'Anac, ho scritto al sindaco, l'ho fatto con spirito costruttivo. Le ho spiegato, in modo dettagliato, le motivazioni per le quali lei e la giunta non avrebbero potuto imporre l'esclusione di tutti eccezion fatta per le cooperative sociali di tipo B. Le ho detto che il nostro Museo è un bene culturale di assoluto valore e che per questa ragione è soggetto alle norme del Codice dei beni culturali. Lei ha fatto finta di niente. Ha trattato la gestione del Museo delle statue-stele esattamente come avrebbe potuto trattare il servizio di spazzamento delle strade. Poi c'è stato il consiglio comunale del 28 luglio: lì ho presentato un'interpellanza per provare a capire le motivazioni di una scelta che ho sempre ritenuto illogica. Nulla». L'esponente della minoranza consiliare aggiunge: «Qui non stiamo parlando di formalismi: il sindaco e la giunta hanno impedito di valorizzare al meglio il Museo delle statue-stele, una delle risorse più preziose per Pontremoli e per la Lunigiana. La scelta di restringere la partecipazione alle sole cooperative sociali di tipo B è irragionevole, va contro l'interesse pubblico, va contro l'interesse generale dei pontremolesi. Se si punta sul turismo, pensando alla gestione del castello, bisogna ricercare esclusivamente la qualità del servizio. Stiamo parlando di un bene di assoluto pregio artistico e culturale: gestire il museo non vuol dire soltanto aprire e chiudere la struttura, pulire le stanze, staccare i biglietti. Il bando di gara avrebbe dovuto premiare la professionalità, i titoli, i curricula e l'esperienza. E invece tutto il contrario. Come si può trovare il soggetto che gestisca il castello nel modo migliore escludendo tutti "tranne uno"? Qual è la logica che sta dietro una scelta del genere? Sono ben contento che partecipino anche le cooperative di tipo B: l'amministrazione deve garantire a tutti la possibilità di presentare offerte, favorendo la concorrenza. Tutti hanno il diritto di partecipare, forti delle loro professionalità, poi vinca il migliore. In questo modo si attirano i migliori e vince "il migliore dei migliori". Basta con vecchie logiche che condannano Pontremoli: su appalti e concessioni ci vuole assoluta trasparenza e bisogna premiare il merito. Ora il sindaco e l'amministrazione rimedino immediatamente e assumano ogni iniziativa per garantire legalità, efficienza e piena valorizzazione del Museo».
TOSCANA - PONTREMOLI - Bloccata la gestione del museo statue stele
L'Amministrazione comunale di Pontremoli ha accolto l'affidamento della gestione del Museo delle statue-stele senza seguire le procedure a tutela della concorrenza. L'Autorità nazionale anticorruzione ha confermato che l'affidamento è contrario alle norme e ai principi in materia di appalti e concessioni. L'Anac ha anche affermato che il gestore del Museo deve essere scelto con una procedura a evidenza pubblica, sulla base di una valutazione comparativa dei singoli progetti. Il consigliere comunale di minoranza, Francesco Mazzoni, ha denunciato la procedura seguita dall'amministrazione comunale e ha richiesto l'intervento dell'Anac.
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