«Se c'è una questione formale siamo ben pronti a riconoscere i nostri errori e correggere laddove abbiamo sbagliato. Ma certo non arretriamo sulla sostanza della procedura di affidamento che è stata impostata nell'ottica dare uno spazio più marcato ai soggetti più svantaggiati». Colpita ma certo non affondata dai rilievi dall'Autorità Nazionale Anticorruzione il sindaco Lucia Baracchini, che ridimensiona il parere dell'Anticorruzione (dopo aver aperto un fascicolo su segnalazione del capogruppo Pd, Francesco Mazzoni) sull'affidamento della gestione dei servizi al Museo delle Statue Stele al Castello del Piagnaro. In particolare l'Autorità, che ha il proprio presidente in Raffaele Cantone, ha messo sotto la propria lente d'ingrandimento la scelta di affidare la gara di gestione alle sole cooperative sociali di tipo "B" (quelle che si occupano della gestione di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Una scelta non rispondente ai dettami della legge in materia, sostengono dall'Anticorruzione visto che l'affidamento è una concessione di servizi e non un appalto di servizi, come sostenuto dall'amministrazione comunale, e che la scelta del gestore deve avvenire nel rispetto delle procedure a tutela della concorrenza. Inoltre è stata rilevato che il Museo delle Statue Stele è un bene culturale di appartenenza pubblica e come tale soggetto alle norme del Codice dei Beni Culturali. In particolare, il gestore deve essere scelto con una procedura a evidenza pubblica, sulla base di una valutazione comparativa dei singoli progetti. Secondo il primo cittadino alla base della procedura di affidamento c'era «la volontà di creare una sinergia, un coinvolgimento che permettesse anche ai soggetti più deboli di interagire funzionalmente con le bellezze e le ricchezze della città». E tutto questo, sostiene la Baracchini, senza minimamente intaccare la qualità dei servizi del Museo «un aspetto che può essere esemplificato con quanto hanno potuto ammirare i turisti dallo spettacolo offerto dal Museo in questi tre primi mesi di apertura. Il nuovo Museo si è presentato nella stagione estiva nel suo pieno splendore. E non è certo stato un'opera semplice e banale ma anzi ricca di complessità che ha richiesto dedizione e competenza. Quindi chi si è adoperato per rendere il Castello fruibile ed accogliente ha compiuto un'opera di grande spessore culturale e sociale. Dimostrando di avere le capacità e la preparazione adeguata». Ed i numeri sembrano confermare, almeno sul livello di qualità del servizio, l'opinione del sindaco, con oltre 6.000 turisti che nei tre mesi di apertura hanno visitato il Museo che si trova al termine dell'impegnativa salita del Piagnaro. Anzi il primo cittadino rilancia ed invita i giovani ad attivarsi per creare cooperative o associazioni che facciano leva sul turismo cittadino «il primo e vero veicolo da cui transita il rilancio economico e sociale di Pontremoli».. Per quanto concerne i rilievi dall'Autorità Anticorruzione il Comune ha adesso un mese di tempo per adeguarsi prima di un'eventuale sanzione. «Ora ci consulteremo con i nostri legali per valutare come e se intervenire» Riccardo Sordi