IL DOSSIER Personale imboscato in gran parte in uffici periferici. Salario accessorio e premi di risultato erogati a pioggia in barba alla riforma Chinnici che prevedeva l'istituzione degli Organismi interni di valutazione. Mancanza di figure qualificate in certi ruoli. Risultato? La riforma vera del personale regionale in questi anni è stata da molti governatori e assessori di turno annunciata, ma mai davvero applicata e adesso il rischio è che anche il recepimento di una semplice norma nazionale, la possibilità cioè di trasferire d'ufficio il personale in uffici non distanti più di 50 chilometri, si trasformi in un flop. Il motivo è presto detto. La Regione ha circa 15 mila dipendenti del comparto più 1.700 dirigenti. Ma soltanto 5 mila di questi lavora in uffici centrali, cioè negli assessorati. Il resto è sparso in tutta l'Isola in sedi distaccate talmente lontane da Palermo o Catania che non sarà sfiorato dalla possibilità di trasferimento prevista dalla circolare di Pistorio: «I 120 dipendenti che stanno al Centro per l'impiego di Castelvetrano, dove dovrebbero essere trasferiti? sottolinea un sindacalista Palermo dista dalla cittadina del Trapanese ben 114 chilometri». In sostanza la gran parte della truppa dei regionali è in uffici molto distanti dagli assessorati, che sono invece il motore della burocrazia e hanno bisogno di persone per smaltire le pratiche oppure per gestire la spesa dei fondi europei. Non verranno a esempio così sfiorati dalla circolare Pistorio i 40 dipendenti del centro per l'impiego di Casteltermini, oppure i 27 dipendenti della Soat agricola di Mussomeli, oppure i 16 addetti all'ufficio turistico di Patti. In generale l'amministrazione non ha alcun piano nemmeno per trasferire pratiche da smaltire agli uffici periferici, lasciando tutto in capo agli assessorato centrali. L'applicazione delle norme statali sulla mobilità del personale rischia di rivelarsi un flop anche per un altro motivo. La mancanza di figure con certe qualifiche all'interno dell'amministrazione. A esempio i laureati in Economia sono pochissimi, così come gli storici dell'arte oppure gli archeologi: da anni è al palo il concorso interno che prevedeva la promozione di alcuni storici dell'arte a dirigenti, con il risultato che nei musei ci sono più agronomi che esperti di arte. Altro tasto non toccato al momento dal governo Crocetta. Ma c'è di più. Nonostante riforme della burocrazia perennemente annunciate, con l'ennesimo disegno di legge varato da Palazzo d'Orleans che da mesi giace all'Assemblea regionale e che prevederebbe penalità per i dirigenti non efficienti, in realtà nulla è stato fatto per applicare almeno le riforme che sono state già approvate in passato e sono rimaste anche queste sulla carta. Proprio sul fronte dei premi e della penalità ai dirigenti e ai dipendenti, argomento più volte messo sul tappeto da Crocetta, esiste una norma nella riforma Chinnici che prevede l'istituzione degli Organismi indipendenti di valutazione, composti da componenti interni ed esterni all'amministrazione. Compito di questi organismi sarebbe dovuto essere quello di individuare criteri di valutazione per i dipendenti e valutare in primis i dirigenti generali che oggi ricevono il salario accessorio e il premio di risultato praticamente in maniera automatica. Non essendo valutato il dirigente generale, a cascata nemmeno i dirigenti e il comparto ricevono valutazioni realmente legate all'efficienza. Così alla fine fondi per il premio di risultato vanno a tutti. Non a caso, di fronte alle resistenze alla firma dell'accordo sul trasferimento del personale, il governo attraverso l'Aran ha accelerato la firma del Famp, il fondo per il salario accessorio. Accordo, quest'ultimo, firmato giovedì scorso dai sindacati e che prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro per retribuire straordinari e salario accessorio. Soldi rigorosamente distribuiti a pioggia, di fatto, anche se sulla carta il comparto viene valutato dai dirigenti e quest'ultimi dai dirigenti generali. Ma se nessuno valuta il vertice dell'amministrazione in base alla reale efficienza della struttura che guida, che incentivo hanno i dirigenti generali a fare valutazione "vere" del lavoro dei dirigenti e quest'ultimi, a cascata, del comparto? In questi anni non solo non sono stati mai messo in piedi gli Organismi di valutazione, come previsto dalla riforma Chinnici, ma sono stati di fatto aboliti i Sepicos, gli ex uffici che almeno sulla carta dovevano valutare i dirigenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti quelli che hanno a che fare con la burocrazia regionale.
Le riforme impossibili del personale "polverizzato"
Il governo regionale ha annunciato di voler trasferire d'ufficio il personale regionale in uffici non distanti più di 50 chilometri. Il governo ha anche annunciato di voler istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione. Il governo ha anche annunciato di volere istituire gli Organismi interni di valutazione.
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