SEMBRA quel gioco della Settima Enigmistica "trova l'intruso". Il palazzo Medici Soderini sul lungarno Guicciardini, quello dell'atelier Coveri, tutto rimesso a nuovo spicca per il binomio cromatico bianco-grigio ferro che sulle sponde di Firenze davvero non si era mai visto. Le facciate hanno colori tenuti, tinte pastello, tra l'ocra e il crema, con una prevalenza di sfumatore marroncine, vuoi volute vuoi causate dallo smog. Invece la sede della maison Coveri viaggia su un binario tutto suo. «Il restauro è certamente autorizzato», assicura l'assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio Lorenzo Perra. Mentre la soprintendente per i beni architettonici Alessandra Marino, che quell'autorizzazione avrebbe dovuto firmarla, per tutto il giorno risulta irraggiungibile. Si sono accorti della novità i consiglieri comunali Tommaso Grassi, Donella Verdi e Giacomo Trombi, che insieme firmano un'interrogazione chiedendo spiegazioni sulla facciata bicolore che avrebbe «stravolto l'assetto visivo del Lungarno Guicciardini» e se il cambiamento «sia stato autorizzato dagli uffici comunali e dalla Sovrintendenza e se lo stesso risulta essere regolare e coerente con la normativa edilizia del Comune».