«Il turismo delle grandi navi a Venezia ci andrà comunque, ma mi chiedo se non abbia più senso utilizzare come hub il Porto vecchio di Trieste, che è già collegato». Il dibattito sul tema è caldo, ma il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini non esita a renderlo ancora di più infuocato con le sue parole. Lo fa intervenendo da Napoli, dove ieri pomeriggio ha dato avvio agli Stati generali del turismo sostenibile, in corso fino a domani al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa. Ci arriva attraverso un ragionamento più ampio sull'importanza di utilizzare le «enormi potenzialità» del Paese e sul «coraggio di fare scelte strategiche» per il suo sviluppo. Il turismo crocieristico, secondo Franceschini, «è benvenuto, ma va guidato». Commentando una foto sullo schermo alle sue spalle, con una nave da crociera nel porto del capoluogo veneto, il ministro si chiede se Venezia «abbia bisogno di questo e se questo sia il modello di turismo a cui puntare». Questo, conclude, è «un esempio di scelta strategica che dobbiamo fare». Un'ipotesi, quella del titolare del titolare del Collegio Romano, che innesca immediatamente reazioni. Per il governatore del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani si tratta di «un'ipotesi fondata e ragionevole, che tiene conto delle esigenze di tutela ambientale di Venezia e anche della vocazione crocieristica di Trieste». Ribadisce il suo punto di vista il presidente del Veneto Luca Zaia che ritiene «inutile convocare un vertice a Palazzo Chigi dando costantemente per imminenti decisioni definitive e alle fine prendere in giro i veneti con una decisione parente della politica e non del buon senso e dell'economia». Anche il mondo produttivo interviene, con il presidente di Confindustria Venezia Matteo Zoppas: «Fino al momento in cui non si è individuata la via alternativa per arrivare alla Marittima, è necessario che vengano assicurati i transiti. Venezia ha bisogno di scelte strategiche per mantenere vitale il settore crocieristico, superando lo stallo decisionale da parte del Governo». Al centro della prima giornata di lavori a Pietrarsa, Franceschini si è soffermato poi sulla «promozione dell'Italia come museo diffuso che deve attirare turismo colto, intelligente e sostenibile, capace di apprezzare non solo le grandi città d'arte ma anche il ricco patrimonio dell'intero territorio nazionale». Proprio sul versante delle strategie, il ministro ha parlato dell'Enit, tema sul quale a suo dire «non ci sono misteri. Il Cda si insedierà l'8 ottobre e l'ente partirà con nuove funzioni e nuova governance. Siamo in condizione di partire, con un consigliere che lascia il privato per mettersi a disposizione del Paese», ha continuato riferendosi alle polemiche di questi giorni. Quindi Franceschini si è concentrato sul senso dell'evento napoletano, con «i giorni degli Stati generali del Turismo sostenibile» che «saranno di ascolto, con l'obiettivo di raccogliere idee e suggerimenti e far discutere tutti». Lavoro che dovrà tradursi in «una sorta di Carta di Pietrarsa che ci consenta di gettare le basi sapendo che la scelta di parlare di turismo sostenibile non vuol dire parlare di un settore, ma è l'individuazione del turismo sostenibile come vocazione del sistema Paese per reggere un fenomeno di crescita certa di turismo internazionale». In terra campana, non si può non fare un riferimento a Pompei e al Grande progetto da 105 milioni co-finanziato dall'Ue: «I tempi di realizzazione dei lavori ha ribadito il ministro non stanno assolutamente slittando, stiamo rispettando la tabella di marcia». Quanto all'area extra moenia, «abbiamo iniziato a lavorare in particolare sul sistema ferroviario, quindi sui collegamenti tra le grandi navi, l'Alta velocità che arriva a Napoli e Pompei». Ferrovie centrali nell'evento napoletano, anche in virtù della presenza dell'ad di Finmeccanica Mauro Moretti nelle vesti di presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato che ha annunciato l'obiettivo di portare «nel 2016 centomila visitatori al museo ferroviario di Pietrarsa». Per Moretti «non c'è un posto al mondo di archeologia industriale così raffinato». Continuando sullo stesso "binario", l'ad di Fs Michele Mario Elia ha sottolineato in ultimo che in Italia ci sono 1750 chilometri di rete ferroviaria dismessa «che possono rappresentare un'opportunità per quanti vogliono costruire qualche cosa intorno» di ambito turistico. Senza contare che «ogni viaggiatore in treno consuma il 70 in meno di inquinamento». Se non è turismo sostenibile questo
ROMA-Franceschini: grandi navi a Trieste
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha sottolineato l'importanza di utilizzare le enormi potenzialità del Paese e di fare scelte strategiche per il suo sviluppo. Ha parlato del turismo crocieristico e ha chiesto se Venezia abbia bisogno di questo tipo di turismo. Ha anche menzionato il Porto vecchio di Trieste come un possibile hub per il turismo. Il ministro ha anche parlato dell'Enit e ha annunciato che il Cda si insedierà l'8 ottobre. Ha sottolineato l'importanza di promuovere l'Italia come museo diffuso e di attirare turismo colto e sostenibile.
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