I residenti fanno ricorso al Tar: "Rischi per la tenuta del terreno in una zona già fragile e a rischio frane" Il sindaco: "È un progetto regolare, approvato delle amministrazioni precedenti. Il nostro Puc sarà più severo" Il nome "Residenza Cappuccini", ispirato all'ex convento che si trova lì accanto suona beffardo. Già, perchè se si ripensa alle recenti parole di papa Francesco che invitava gli uomini a «difendere nostra Madre Terra» pare proprio che questa, che sembra essere l'ultima (?) frontiera della cementificazione in Liguria, oltre a rappresentare un danno - per gli ambientalisti che difendono il territorio suoni anche come una beffa. Siamo a Spotorno comune balneare del savonese che in quanto a calcestruzzo non ha nulla da invidiare alle Rapallo o Borghetto rivierasche. C'era necessità di un'altra colata di cemento in un paese ultraedificato dal dopoguerra? Secondo i residenti del Condominio degli Ulivi, nella zona collinare tra via Lajolo e salita ai Frati, assolutamente no, e infatti hanno scritto a Soprintendenze, procure e ora sono in ballo con un ricorso al Tar che deve ancora essere discusso. Quanto al Comune il ritornello è quello ascoltato decine di altre volte da altre decine di amministratori rivieraschi: scelte prese non ci possiamo far nulla. Il progetto prevede la realizzazione di sei unità immobiliari da tre e due piani con annessi box. Naturalmente, nonostante il mare si trovi a poche decine di metri non può mancare la piscina. "Cosa puoi chiedere di più a una casa? In questa casa ogni momento sarà indimenticabile" informa la pubblicità degli appartamenti in vendita su internet. Un complesso reso possibile da una variante al piano regolatore ancora in vigore che prevedeva la demolizione di un edificio con ricostruzione in altro sito. In questo caso una zona con vista mare in cui gli alloggi verranno messi in vendita da prezzi a partire da 290 mila euro. Gli abitanti, nel ricorso al Tar sottolineano una serie di criticità. A cominciare da quella che ritengono una violazione die loro diritti ovvero di non essere stati coinvolti nella predisposizione dello strumento urbanistico comunale, e poi le problematiche relative ad un surplus di cementificazione in aree già fortemente urbanizzate con quel che ne consegue in termini di impermeabilità e tenuta del terreno. In un esposto alla procura che non ha però avuto seguito, segnalavano anche come quella macchia di bosco ospitasse anche dei fagiani e periodicamente una coppia di daini. Il ricorso dell'avvocato Maurizio Goria evidenzia inoltre altri aspetti come la distanza dalle altre abitazioni e la modifica sostanziale al paesaggio. Ma il sindaco di Spotorno Gian Paolo Calvi si auto assolve: «E' un intervento assolutamente legittimo poiché previsto dal piano regolatore, Il progetto comunque noi lo abbiamo modificato chiedendo un accorpamento dei volumi invece di lasciarli sparsi e ottenendo così un'ampia area verde». Va detto che attualmente quella "è" una zona verde. «La costruzione delle palazzine prosegue il sindaco ci darà inoltre la possibilità di ottenere come oneri di urbanizzazione una strada con un miglioramento notevole della viabilità». Quindi la promessa che da domani sarà tutto diverso: «Questo è un progetto che ci siamo ritrovati, ma il nuovo Puc che stiamo per definire sarà molto più stringente su questi temi». Una dichiarazione d'intenti già sentita, e mai concretizzata, molte volte nelle località balneari, ma chissà che Spotorno non faccia il miracolo.