INIZIA ufficialmente l'avventura dell'archeologo Paolo Giulierini alla guida del Museo archeologico nazionale di Napoli. Lo studioso toscano si insedia questa mattina negli uffici di piazza Museo, dopo la nomina firmata dal ministro Dario Franceschini che lo ha chiamato alla guida dell'istituto napoletano. È il primo dei nuovi manager a entrare in carica in città. Il 16 novembre toccherà al francese Sylvain Bellenger che si occuperà di Capodimonte. Altri due nuovi direttori sono attesi in Campania: Gabriel Zuchtriegel prenderà servizio il primo novembre, Mauro Felicori sarà alla Reggia di Caserta nelle prossime settimane. L'arrivo di Giulierini in uno dei musei di archeologia classica più importanti al mondo coincide con l'entrata in vigore della nuova ripartizione della dotazione organica del ministero. Un decreto di Franceschini fissa a 167 i dipendenti dell'Archeologico, con 106 custodi, 6 archeologi, un architetto, 4 restauratori e 19 amministrativi in tutto. Non si tratta, ovviamente, di nuove assunzioni, ma di una ridistribuzione del personale. La Reggia di Caserta avrà 216 dipendenti, con 151 custodi. A Capodimonte previste 211 persone (160 alla vigilanza), a Paestum 111 addetti ( 60 custodi). «La valigia è pronta - spiega Giulierini - domattina (oggi, ndr ) incontro l'ex direttrice per lo scambio di consegne». Poi il neo direttore vedrà gli altri funzionari e avvierà i contatti con tutto il personale. Tre sono le priorità che attendono Paolo Giulierini. La prima, preparare e approvare lo statuto del museo autonomo. Secondo obiettivo è la redazione del bilancio, anche perché ora il museo ha un proprio Iban bancario, ed è lì che gli sponsor potranno versare eventuali fondi. Infine, la pianta organica definitiva. Entro fine anno i dipendenti che lavorano al museo, dagli archeologi agli amministrativi (ma non i custodi), dovranno decidere se rimanere o passare alla soprintendenza archeologica della Campania. A quel punto, si aprirà una fase in cui sarà possibile per chi è in servizio in altre soprintendenze chiedere di passare all'Archeologico per coprire i vuoti in organico. «Ma la benzina che dovrà far girare la macchina - spiega Giulierini - è la parte amministrativa, perché avremmo bisogno di figure per attuare la gestione autonoma e incrementare i finanziamenti per le attività del museo».