BARI- Potrebbe risalire addirittura a 8000 anni fa, quindi al heolitico antico, lo straordinario ritrovamento archeologico avvenuto in un'area nelle immediate vicinanze dell'antico corso d'acqua noto come torrente Tiflis, nelle campagne tra i comuni di Bari e Bitonto. La scoperta si deve ad un'equipe di studiosi della Sovrintendenza ai beni archeologici per la Puglia coordinata dalla dottoressa Francesca Radina. Tra le giacenze scavate nella roccia di decine di basamenti di vecchie capanne, indice dell'insediamento di una piccola comunità proprio sulle rive del Tiflis, gli studiosi (tra i quali l'antropologo Sandro Sublimi Saponetta e l'archeologo Michele Sicolo) hanno individuato anche una tomba con i resti ben conservati di una persona (non si sa ancora se uomo o donna). Lo scheletro, adagiato sul fianco sinistro in posizione fetale, si presenta alla vista con il cranio ancora parzialmente intatto, le ossa di gambe e braccia, le mani sotto la faccia e la colonna vertebrale inarcata. In base al ritrovamento, infatti, il cadavere appare chiaramente deposto in posizione estremamente rannicchiata. Posizione Che peraltro conferisce alla figura una statura ancora più minuta di quella delle popolazioni dell'epoca. La particolarità (che determina anche l'eccezionalità) del ritrovamento sta proprio nella sepoltura. Secondo gli esperti della Sovrintendenza, infatti, la pratica della sepoltura era tutt'altro che invalsa nel Neolitico e normalmente riservata solo a chi occupava posizioni di rilievo nella stratificazione sociale. Per questo, ritrovamenti come quello effettuato a Bari in questi giorni, non sono per nulla frequenti. In Puglia, che pure è regione fortemente caratterizzata dalla presenza di insediamenti di popolazioni migranti del Neolitico, di sepolture simili se ne ricordano meno di cinque. Una di queste, datata con esattezza a 5700 anni fa, è stata rinvenuta anni fa lungo l'alveo di un altro torrente naturale (Lamasinata, ora prosciugato) della città di Bari. Altri sono stati individuati in Salento, in un'area più a sud della regione dove però, è bene ricordarlo, defluiscono e in alcuni casi sfociano i bacini degli antichi torrenti - e quelli idrografici che tutt'oggi scorrono sotto terra - alimentati proprio nell'area della Murgia Alta, sul promontorio che si trova all'estremo Nord della provincia di Bari.
Tracce di Neolitico. Una tomba di 8mila anni fa tra Bari e Bitonto
Un gruppo di studiosi della Sovrintendenza ai beni archeologici per la Puglia ha effettuato un ritrovamento archeologico significativo in un'area nelle vicinanze dell'antico corso d'acqua del torrente Tiflis, tra i comuni di Bari e Bitonto. La scoperta risale al Neolitico antico, circa 8000 anni fa. Gli studiosi hanno trovato decine di basamenti di vecchie capanne e una tomba con i resti di una persona, deposta in posizione fetale con il cranio ancora parzialmente intatto. La sepoltura è eccezionale perché la pratica della sepoltura era rara nel Neolitico e riservata solo a chi occupava posizioni di rilievo nella stratificazione sociale.
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