CODROIPO. L'incanto del colore ritrovato. Un dipinto che intraprende un viaggio e che ritornerà nella sua "casa" restaurato. Un'opera che riprende vita, la pala "Santa Tecla intercede per la liberazione di Este dalla pestilenza del 1630" di Giambattista Tiepolo. Un lavoro che ha visto villa Manin di Passariano, negli "Ex-laboratori dell'Accademia", il fulcro di questo intervento per tre anni. Nel agosto 2011 l'Azienda speciale ha fatto richiesta di prestito per esporla nella mostra dedicata al pittore veneziano. Trasferirla dal duomo di Este rappresentava però un'operazione molto delicata. Difficile, ma non impossibile. L'esigenza di avviare dei lavori all'interno della chiesa e la possibilità di programmare un intervento di restauro sulla pala, hanno indotto la competente Soprintendenza e l'Ufficio diocesano per i Beni culturali a considerare la possibilità del prestito. Dopo alcuni sopralluoghi nel corso del 2012, di comune accordo parrocchia, Ufficio diocesano e Soprintendenza l'hanno autorizzato con l'obbligo però di intervenire con un restauro che appariva quanto mai necessario. La Soprintendenza ha individuato la ditta Crac di Franco Del Zotto e Vera Fedrigo come idonea per intervenire sul dipinto. La direzione lavori è stata affidata a Elisabetta Francescutti, funzionario della Soprintendenza. Nel frattempo l'azienda villa Manin si è resa disponibile a sostenere parte degli oneri economici per le varie fasi dell'intervento e a fornire a titolo gratuito lo spazio. Da subito si è evidenziata la gravità dello stato conservativo del dipinto, causato in parte dalla naturale consunzione del tempo, in parte dai piú antichi interventi di "restauro": un forte rilassamento della tela dovuto alle sue dimensioni e al profilo ricurvo; l'aggiunta in precedenti restauri di tre foderature che hanno appesantito la tela originale, fori e abrasioni risolte con diverse stuccature, colori celati da diverse vernici. Dopo questo primo intervento e l'esposizione nella mostra, si è proseguito nell'aprile 2013 con il restauro. Un lavoro quello svolto da Franco Del Zotto e Vera Fedrigo che si è concentrato su due ambiti: lo studio della fibra tessile della tela e dei rifoderi successivi, la pulitura e rimozione di vernici ingiallite, di sudiciume in esse inglobato e delle ridipinture dei precedenti interventi. La permanenza della pala a villa Manin si è conclusa a maggio. L'azienda ha infatti comunicato la necessità di ritornare in possesso degli spazi "Ex-laboratori dell'Accademia". In poco tempo si è dovuto trovare un ambiente di grandi dimensioni che rispondesse a determinate necessità di climatizzazione e accessibilità per portare a termine il restauro. A fine luglio si è accolta la disponibilità del Comune di Sarmede in provincia di Treviso di una sala nel centro polivalente, concessa a titolo gratuito per la parrocchia. Per il trasporto dell'opera è stata coinvolta la Protezione civile di Rivignano Teor, i cui volontari con grande impegno e professionalità, coordinati dalla ditta Crac, hanno preso parte a un precedente incontro tecnico operativo. Il 29 agosto il dipinto è stato arrotolato sul suo rullo e il 13 settembre è stato trasportato a Sarmede. In questa sede l'opera potrà essere anche visitata su prenotazione. E ieri, alle 10, la parrocchia di Este in qualità di proprietaria dell'opera, associata alla Curia di Padova, ha organizzato una conferenza stampa durante la quale ha delineato il futuro percorso da intraprendere per il restauro e le collaborazioni culturali che saranno messe in atto. Il viaggio della pala del Tiepolo continua.