CASTELFRANCO. Dopo cinquant'anni, diventa finalmente realtà il desiderio degli ultimi proprietari di Villa Bolasco: far diventare il compendio sede del Centro Interdipartimentale dell'Università di Padova per il restauro, il recupero e valorizzazione dei parchi storici e degli alberi monumentali. Era questa l'intenzione di Renata Mazza Bolasco, che lasciò in eredità all'ateneo patavino nel 1984 il cosiddetto compendio Revedin Bolasco. Dopo trent'anni e mille discussioni, ora sembra davvero la volta buona: Castelfranco diventa sede di un centro di ricerca sui giardini e i parchi storici. Il legame sarà anche l'Orto Botanico di Padova, il più antico ancora in attività, da oltre cinquecento anni laboratorio scientifico per le scienze agrarie. La nuova vita di Villa Bolasco La svolta è avvenuta nel 2011, anche per stimolo dell'ex assessore alla cultura Giancarlo Saran: «Tutto è partito dal provvidenziale incontro con la dottoressa Clara Peranetti, nostra concittadina e all'epoca dirigente regionale responsabile dei fondi europei. Dobbiamo a lei la "scoperta" di un bando comunitario proprio sui parchi storici di 2,6 milioni, a cui è stato possibile accedere avviando un partenariato con la città di Abbazia in Croazia. A questo poi si è aggiunta una vecchia legge ministeriale per la creazione di centri per il restauro in Veneto, che ha reso disponibili altri 2, 7 milioni. Ovviamente, con questi fondi in gioco, era naturale che vi fosse tutto l'interesse dell'Università di Padova per il nostro progetto, in particolare da parte della facoltà di Agraria». E così, anche grazie ad altri 750mila euro per il restauro delle due facciate, il compendio Bolasco ha cominciato a guardare al futuro, partendo da una situazione non proprio felice. «Purtroppo in oltre vent'anni si erano allentati i rapporti tra comune e università anche la manutenzione aveva s egnato il passo - continua Saran - Ora il parco ha recuperato il suo antico splendore, con gli interventi sulle piante, sulla parte lacustre, sulle statue del Marinali nella Cavalerizza, il restauro della Serra Moresca, della Cavana e delle due Colombaie». Ma per Saran l'incontro con Clara Peranetti non è stato l'unico "colpo di fortuna" che ha permesso di rilanciare Bolasco: «C'è una persona che di fatto è la memoria storica di tutto il compendio ed è il custode Giancarlo Pilotto. È una persona a cui non piace apparire, ma gli va dato atto dell'importante contributo dato in tutto questo tempo. Ed è proprio grazie a lui e alla sua straordinaria conoscenza del complesso Bolasco che i lavori sono proseguiti spediti da parte dei professionisti incaricati del restauro, permettendo di rispettare i rigidi tempi imposti dalla normativa europea».
Parco, villa e facciate Rinascita del Bolasco L'ex Saran: Gli eroi sono Clara Peranetti e Giancarlo Pilotto
Il compendio Revedin Bolasco a Castelfranco, lasciato all'Università di Padova nel 1984, diventa finalmente sede del Centro Interdipartimentale dell'Università per il restauro, il recupero e la valorizzazione dei parchi storici e degli alberi monumentali. La svolta è avvenuta nel 2011 grazie a un bando comunitario di 2,6 milioni di euro e a una legge ministeriale per la creazione di centri per il restauro in Veneto. L'Università di Padova ha accettato il progetto e ha iniziato a lavorare al restauro del compendio, grazie anche al contributo di Giancarlo Pilotto, il custode del complesso.
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