Qualcosa, forse, il caso della Panda rossa gliel'ha insegnato: le vicende più scabrose è meglio chiuderle subito. Marino esce dalla storia dei compensi percepiti per la «lecture» alla Temple University nell'unico modo possibile: negando. Dopo versioni diverse, mezze verità, parziali ammissioni, ricostruzioni che si smentiscono l'una con l'altra, ad un passo dal baratro, col vaso di Pandora scoperchiato sui suoi viaggi all'estero, le conferenze in giro per il mondo, i suoi compensi, il sindaco dirama una nota: «Non ho mai ricevuto alcun compenso per la lezione tenuta alla Temple University, svoltasi durante la visita a Philadelphia». Ma, in ogni caso, «visto che in casi analoghi la Temple ha dato dei compensi ai relatori, gli ho scritto per ribadire che non voglio alcun onorario. Qualora fosse stato stanziato un compenso, potrà essere devoluto al fondo Rome Heritage», istituito dal Comune per le donazioni di eventuali «mecenati» Usa. Secondo Marino, «neppure nella corrispondenza intercorsa con quella università si è mai accennato a questo argomento». In realtà, dalla documentazione in possesso del Corriere , appare piuttosto difficile che sia così. Secondo Hillel J. Hoffman, della divisione «Strategic Marketing and Communications» della Temple, l'«Università ha coperto le spese per il viaggio del sindaco Marino e di un membro dello staff. Temple ha anche offerto di pagare un onorario per la lezione». Ha offerto. Da quanto scrive Temple, quindi, di una forma di «honorarium» si dovrebbe essere parlato. A quanto ammonta? «Non disponiamo di questa informazione», taglia corto Hoffman. Ma, secondo alcune indiscrezioni, si tratta di una cifra vicina ai 5 mila dollari. Basta questo a chiudere le polemiche? Non proprio. Alessandro Onorato (Lista Marchini) torna sui costi sostenuti per la trasferta: «Il sindaco ha mentito: aveva detto che era a costo zero, invece sono stati impegnati 15 mila euro per i viaggi di due dirigenti comunali». E poi perché Marino, in questi due anni, ha girato spesso per convegni e conferenze. È stato mai pagato? «Mai preso soldi, da quando è sindaco», scandiscono i suoi portavoce in Campidoglio. E ha pensato di dimettersi? «Assolutamente no». Anche Matteo Orfini allontana il voto anticipato: «Non corriamo dietro ai retroscena. Ho chiesto a tutti un operoso silenzio». Al Nazareno, però, si formula un piano: partire col Giubileo (oggi la cabina di regia in Vaticano), iniziare il 2016, superare la data utile per votare a Roma e poi far cadere Marino, aprendo un lungo commissariamento fino al 2017. Ma Marino conosce il piano ed è pronto alle barricate. E i rapporti con la Santa Sede? Ieri padre Lombardi, portavoce del Papa, ha chiesto «l'intervento dell'Ordine dei giornalisti» per l'intervista del «finto Renzi» a monsignor Paglia nel programma «La Zanzara». Un atto dovuto, come si dice.