Non c'è il tufo giallo tipico del centro storico napoletano, ma c'è quello grigio, un po' meno resistente. Abbonda il travertino, più scuro, sono presenti i calcari, utilizzati come pietra grezza o da calce, mentre lo stesso Duomo di San Matteo è costituito di pietrame calcareo con un quadri portico decorato con tufo grigio, travertino e laterizio. L'argilla c'è, ma il mattone è poco utilizzato. Presente è anche il piperno. Tutto questo corrisponde a colori ben precisi. Il colori che possono essere utilizzati per ristrutturare o decorare il centro storico di Salerno. E se il giallo vivo lo troviamo a Roccapiemonte, perché lì il tufo compatto c'è, nell'Agro nocerino domina il tufo bigio di Acquamela e di Cologna, a Padula la bianca pietra pregiata. «Non si può pensare nel centro antico di Salerno di costruire o ristrutturare un edificio usando il verde, per esempio, che andrebbe benissimo invece sull'isola di Ischia» spiega l'architetto Giovanni Villani della Soprintendenza ai beni culturali, che ha chiuso ieri i lavori del convegno sui "piani colore", organizzato dall'ordine degli architetti di Salerno. Il piano colore può nascere solo dallo studio della storia, dei materiali e del costruito precedente. Sono pochissimi i Comuni della provincia di Salerno che se ne sono dotati, tra i primi c'è stato Valva. E' un lavoro tutto da cominciare e infatti circa cinquecento architetti hanno seguito le relazioni degli esperti che ieri, al Grand Hotel Salerno, hanno raccontato una serie di case history di centri storici d'Italia, Roma prima di tutti. Colori, metodi, prodotti, tecnologie, dal rifacimento delle facciate all'isolamento termico degli edifici, l'ordine degli architetti di Salerno ha riunito professionisti, aziende e istituzioni, per avviare la pianificazione della rivalutazione del centro storico di Salerno e di altri della provincia, su modello del lavoro svolto in molte città. "L'evoluzione dei centri storici e le nuove normative sulla riqualificazione energetica degli edifici" era il tema del convegno, su cui ha relazionato l'architetto Tiziano Bibbò oltre ai consulenti aziendali Mario Contini, Giuseppe Fischetti e Luca Russo. Direttore del convegno era l'architetto Nicola Pellegrino. «Proponiamo di intraprendere un affascinante cammino di scoperta dei luoghi e della loro storia - ha spiegato la presidente degli architetti Maria Gabriella Alfano - Si parte da qui per redigere un piano del colore che restituisca al centro storico il suo splendore originario. Non ci sono altre strade. E per fare questo i tecnici devono padroneggiare tutte le più moderne tecnologie, conoscere i prodotti e i traguardi raggiunti nel campo della ricerca anche sulla tutela della salute. Il passaggio successivo è sensibilizzare le amministrazioni pubbliche, perché adottino misure premiali nei confronti dei condomini che desiderino adeguarsi al piano colore. I lavori di riqualificazione degli edifici dovranno essere complessivi: non solo le facciate, ma la struttura stessa, si dovrà procedere alla messa in sicurezza e alla copertura termica».
SALERNO - Tufo grigio o pietra bianca Ad ogni città il suo colore
L'ordine degli architetti di Salerno ha concluso i lavori del convegno sui "piani colore" per la rivalutazione del centro storico di Salerno e di altri della provincia. L'architetto Giovanni Villani della Soprintendenza ai beni culturali ha spiegato che il piano colore può nascere solo dallo studio della storia, dei materiali e del costruito precedente. Solo pochi Comuni della provincia di Salerno hanno già adottato il piano colore, tra cui Valva. Il convegno ha riunito professionisti, aziende e istituzioni per avviare la pianificazione della rivalutazione del centro storico di Salerno e di altri della provincia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo