CIVIDALE. Lo scenario è di quelli che catturano l'occhio: nell'alto muraglione che cinge, su piazza San Biagio, il monastero di Santa Maria in Valle è stato aperto l'ampio varco annunciato dal Comune e funzionale all'inserimento di una serie di strumenti (a partire da due maxi-gru) nelle pertinenze dell'ex convento, interessato dal primo lotto di una radicale opera di restauro, consolidamento strutturale e adeguamento funzionale. Dal belvedere sul Natisone, così, si può godere oggi anche di un'inedita, a suo modo suggestiva prospettiva: uno sguardo al di là delle recinzioni del cantiere nel cortile del blocco più recente di Santa Maria in Valle attraverso appunto la breccia nell'imponente muro in pietra. E lo spettacolo incuriosisce cividalesi e turisti, che si fermano davanti allo squarcio per gettare occhiate all'interno. «I sassi della cinta precisa l'assessore ai lavori pubblici Elia Miani sono stati accuratamente accatastati e saranno reimpiegati al termine dell'intervento in monastero (spesa di 1.900.000 euro) per ricomporre la muraglia, che tornerà come prima. Le maxi-gru che hanno imposto la creazione del passaggio (non ci sarebbe stato altro modo date le dimensioni delle strutture per introdurle nell'ex convento) non sono state ancora portate in loco, ma arriveranno presto». Sono partite, intanto, importanti azioni di scavo propedeutiche all'avvio dell'attività nell'ala destinata a trasformarsi in centro di accoglienza per i visitatori e in biglietteria, quella attigua al sagrato della chiesa di San Giovanni: «Prima di avviare il processo di restauro e conversione d'uso dei locali spiega Miani , era necessario eseguire sondaggi archeologici nel terreno». Le precedenti campagne hanno tutte prodotto risultati significativi, spalancando tante finestre sul passato remoto del monastero e si può dunque presumere che anche stavolta l'indagine non sarà infruttuosa. «Le operazioni aggiunge l'assessore si svolgono sotto la direzione dell'archeologo Luca Villa e dell'architetto Alessandra Quendolo, che già hanno seguito le precedenti fasi di ricerca e ristrutturazione del complesso». Ma tornando ai lavori strutturali, «sfoceranno ricorda Miani nella "rivoluzione" dell'area d'ingresso, in primis, ma anche nel rifacimento di una buona parte del tetto del convento, che come noto versa in pessime condizioni. E saranno sistemati gli infissi». Quanto al Centro Podrecca, che sarà allestito nel settore più recente dell'immobile, «potrà essere aperto alla fine del lotto in corso».