E non solo perché il ruolo attuale di Luciano Giannoni è quello di responsabile del Partito dei comunisti italiani (Pdci Val di Cornia Elba), maggioranza di governo a Piombino. Giannoni, archietetto, a lungo responsabile dei beni culturali della città per il Comune (è appena andato in pensione), da sempre con grande passione per l'archeologia (pure vicepresidente dell'Associazione archeologica piombinese). «Parchi Val di Cornia dice Giannoni m'ha colpito l'intervento del sindaco di Suvereto Parodi. Francamente, credo che in questa fase poteva evitare quando critica il Pd per la scelta delle persone alla guida delle partecipate; se lo avesse detto 10 anni fa, magari aveva ragione. C'era questa usanza di mettere nelle aziende politici "trombati" dalle elezioni. Nel caso specifico di Asiu credo sia la prima volta che si tratta di scelte felici, persone in base alle competenze; e, per quanto mi risulta, anche senza tessera Pd. Parchi? Stesso discorso. Indubbiamente prosegue Giannoni credo che all'interno del Pd ci siano spinte di replicare il vecchio metodo, cioè di prendere un dirigente politico momentaneamente messo da parte, per farne il presidente. Però, da dire, ci sono stati incontri della maggioranza e la questione è stata discussa. L'orientamento generale? La maggioranza di Piombino, ma formalmente sia noi che Spirito libero siamo in maggioranza pure a Campiglia, ripete questo meccanismo di mettere l'accento sulla competenza». «Certo sottolinea l'architetto se una persona che risponde ai requisiti necessari, col curriculum nei settori specifici, poi ha anche una tessera di un partito, non è illegale. Ma conta che la competenza pesi per il 99. Un cambio di vertice alla Parchi necessario e naturale, dopo le già avvenute riconferma di Sbrilli spiega entro l'anno per programmare le attività della stagione 2016. Vero che Parchi ora ha pure compiti di promozione turistica, ma questa non si può fare senza conoscenze su tombe etrusche e San Silvestro. In questa discussione ricorda Giannoni spesso vien fuori la situazione economica della Parchi, come ha ricordato anche Gelichi aderendo a Cambiaverso e ventilando "pareggio o chiusura". Ma basta guardare sul web la situazione del Metropolitan di New York o dei musei inglesi gratuiti, o del Louvre, per capire che i soldi non si fanno coi biglietti ma coi finanziamenti che vengono da fondazioni, stato, privati. Se si chiudesse la Parchi? I beni culturali andrebbero mantenuti lo stesso e, almeno, questo tipo di gestione un minimo di entrate riesce a garantirlo». (c.c.)