«Trenta milioni di turisti? Sono cifre impressionanti, ma non imprevedibili. Purtroppo i segnali c'erano, avevamo detto che l'Expo avrebbe portato ancora più visitatori. Questo conferma che bisogna intervenire al più presto. Altrimenti Venezia morirà di turismo». Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretaria ai Beni culturali, era stata protagonista in agosto di una dura polemica con il sindaco Brugnaro. Dopo un'intervista alla Nuova sull'emergenza turismo era stata rubricata da Brugnaro tra i «soloni dal doppio cognome». Adesso i nuovi dati diffusi dal Comune e l'emergenza turismo sembrano darle ragione. «Fa piacere che il Comune sia passato dagli insulti alla mia persona alla decisione di intervenire», dice, «ma ci vogliono decisioni operative, subito». «E il ministero», chiarisce la Borletti, «non può decidere da solo. I primi a decidere devono essere i veneziani, il Comune. Il governo è pronto a dare una mano». Su che fronte? «Ne parliamo da tempo, le cose da fare sono semplici e note. Distribuire i flussi e creare itinerari alternativi, istituire un sistema di incentivi e disincentivi per fermare l'assalto, affrontare il nodo dell'area marciana. Ma prima di tutto avere dati precisi. Venezia è l'unica città a mondo che non ha dati sugli escursionisti e sulle camere a disposizione». Borletti insiste. «Bisogna fare presto. Amo Venezia, come tanti al mondo. Vederla in questo stato mi addolora, davvero». Una polemica con il sindaco per il momento accantonata. Anche se non è difficile prevedere che tra qualche giorno il livello si alzerà di nuovo. Per il 22 ottobre la sottosegretaria è attesa all'inaugurazione della mostra di Berengo Gardin sulle grandi navi organizzata dal Fai allo Spazio Olivetti, dopo il "no" del sindaco al'uso di palazzo Ducale. Turismo e navi. Due fronti caldi per il sindaco Brugnaro, atteso all'esame dei suoi primi cento giorni di giunta. In questi giorni si sono infittiti i contatti tra il sindaco e il premier Matteo Renzi. Si parla di un "asse" bypartizan per le questioni del Patto di stabilità e del bilancio comunale, per la Legge Speciale e i provvedimenti per arginare il turismo. Che hanno bisogno di finanziamenti. «Stiamo dalla stessa parte, vogliamo salvare Venezia», ripeteva Brugnaro in campagna elettorale. Un feeling che provoca qualche nervosismo nel Pd, sonoramente sconfitto alle ultime elezioni proprio da Brugnaro. Adesso tra le emergenze sul tappeto c'è quella del turismo. Un assalto che mette a dura prova la resistenza dei veneziani del centro storico. Con la trasformazione del tessuto socioeconomico della città vicina al punto di non ritorno.
VENEZIA - Presto, o Venezia morirà di turismo
Il Comune di Venezia ha confermato che il numero di turisti è aumentato di trenta milioni, superando le previsioni. La sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha affermato che il governo non può decidere da solo e che i primi a decidere devono essere i veneziani. Il Comune deve intervenire al più presto per arginare il turismo, che sta mettendo a dura prova la resistenza dei veneziani del centro storico. La città ha bisogno di dati precisi per pianificare le misure di controllo. La mostra di Berengo Gardin sulle grandi navi, organizzata dal Fai, è stata accantonata dal sindaco Brugnaro.
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