Elio Dazzo (Aepe) ha presentato domanda al Comune, manca ancora il via libera della Soprintendenza. Area pubblica occupata a pochi metri dal ponte di Calatrava VENEZIA. Cubo con plateatico. Presto accanto al nuovo contestato hotel Santa Chiara di piazzale Roma spunteranno anche sedie e tavolini. Manca ancora l'ultimo via libera della Soprintendenza, ma è questione di giorni. In Comune, ufficio del Commercio, è arrivata la richiesta firmata dal titolare della società Santa Chiara Elio Dazzo. Chiede la concessione di uso del suolo pubblico ai lati della porta di entrata del suo nuovo edificio, lato ponte di Calatrava, a pochi metri dalla struttura. Quattro tavolini, che occuperebbero circa un terzo della fondamenta. Dunque dentro i limiti previsti dal regolamento in vigore in Comune. Una notizia che potrebbe riaccendere la polemica di agosto sul nuovo albergo di Dazzo in Canal Grande. Un cubo in cemento con finestre rettangolari che ha fatto inorridire cittadini e puristi. «Non c'entra con Venezia». Ma Dazzo esibisce permessi e concessioni in regola. Il fazzoletto di terra ceduto decenni fa al Comune per il nuovo piazzale Roma, la permuta con l'amministrazione Cacciari per le basi del ponte di Calatrava. E infine il diritto a costruire, ribadito dal Tar che aveva accolto il suo ricorso. Il Comune non ha mai presentato ricorso al Consiglio di Stato e il progetto è andato avanti. Approvato dal Comune e dalla commissione di Salvaguardia, senza che nessuno mettesse il veto. Anni di silenzio, e poco prima di Ferragosto il nuovo albergo è stato «scoperto», con contorno di polemiche. Nulla a che vedere con vicino hotel Santa Chiara, costruito sui resti della chiesa gotica. Nuova edilizia che ha modificato il panorama sul Canal Grande. Protesta Italia Nostra con le associazioni ambientaliste. «Dai tempi del fascismo non si vedevano più brutture del genere». Sotto accusa anche i materiali, il cemento che nulla ha a che vedere con l'edilizia veneziana. Ma adesso il «cubo» è pronto. Stanno finendo gli arredi, e sarà aperto nei prossimi giorni. Dazzo avrà così due alberghi in piazzale Roma con un garage da nove posti macchina, anche questo a suo tempo contestato. Sempre dello stesso proprietario le stanze della residenza Parisi, ottenute qualche anno fa per i disabili, gestite in questi anni dall'hotel Santa Chiara. Dazzo, che è presidente da molti anni dell'Aepe, l'associazione dei Pubblici esercizi, ha anche aperto un albergo a Ca' Rezzonico dove erano gli uffici dell'Asl 12. E il bar ristorante F30, gestito dai figli, quando Grandi Stazioni ha concluso i restauri della nuova stazione e affidato la gestione proprio al presidente dell'Aepe. Adesso il raddoppio dell'hotel. Con sedie e tavolini che si aggiungono al plateatico dei Pubblici esercizi, in continua espansione nella città storica.