FESTEGGIAMENTI nuziali non autorizzati nel castello di Oria e abusi edilizi, con appendice di abuso d'ufficio e falso ideologico: patteggiano i due coniugi proprietari del maniero federiciano, mentre altre dieci persone coinvolte nell'inchiesta sono state rinviate a giudizio. È questo l'esito dell'udienza preliminare che si è tenuta di fronte al gup del tribunale brindisino Maurizio Saso. I due proprietari, Isabella Caliandro e Giuseppe Romanin, accusati di avere trasformato il castello in una sala ricevimenti, hanno patteggiato un anno di pena a testa, ottenendo però la rimozione dei sigilli che gravano sull'immobile dal 2011. Il primo sequestro giudiziario scattò a ottobre di quattro anni fa, cioè a dodici mesi dalla riapertura al pubblico festeggiata dopo tre lunghi anni di restauro. Secondo le indagini condotte dalla guardia di finanza di Brindisi le opere edilizie realizzate sarebbero abusive, non conformi cioè al progetto presentato prima dell'avvio dei lavori. Violate soprattutto, a quanto pare, le prescrizioni della soprintendenza per i Beni monumentali e archeologici della Puglia. Ipotesi di reato che saranno verificate nel corso del processo che verrà: la prima udienza è stata fissata per il 7 marzo prossimo. Sul banco degli imputati il progettista dei lavori, il capo dell'Ufficio tecnico di Oria e i funzionari della soprintendenza che avrebbero prodotto false certificazioni per avvantaggiare proprio la coppia di privati. Il Comune si è costituito parte civile rivendicando un danno patrimoniale, ma anche un danno di immagine. È certo invece che il 3 settembre del 2011 una coppia di giovani sposi celebrò proprio qui le nozze, malgrado l'assenza di autorizzazioni previste. L'andirivieni di auto infiocchettate di tulle fu notato dai consiglieri comunali di opposizione, che ne chiesero conto all'allora sindaco Cosimo Pomarico. La conferma che nel castello era stato celebrato un banchetto nuziale arrivò dal sito degli stessi sposi, Luigi e Marica di Bari, che invitarono via web amici e parenti ai festeggiamenti nel castello dopo la cerimonia religiosa. (s.g.)
Matrimonio nel castello patteggiano i proprietari
Due coniugi, Isabella Caliandro e Giuseppe Romanin, proprietari del castello federiciano di Oria, hanno patteggiato un anno di pena a testa per gli abusi edilizi subiti dall'immobile. La coppia ha ottenuto la rimozione dei sigilli che gravavano sull'immobile dal 2011. Le indagini della guardia di finanza hanno rilevato opere edilizie abusive, non conformi al progetto presentato prima dell'avvio dei lavori. Il Comune si è costituito parte civile rivendicando un danno patrimoniale e di immagine.
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