«SUL piano culturale Torino ha un grande appeal, anche perchè storicamente non si è mai andati fuori dal Piemonte alla ricerca di sponsor. Quindi Torino rappresenta una novità e i prodotti torinesi sono tra i migliori, bisogna però anche dirsi che Torino non è Roma o Milano». Il giudizio chiaro rispetto al potenziale della città sul mercato delle sponsorizzazioni è di Alessandro Bianchi, ex Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ed ex Maxxi, neo consulente della Fondazione per la Cultura e Teatro Regio per la ricerca di fondi privati per il sistema culturale torinese. Milano e Roma cosa hanno in più rispetto a Torino? «Non parlo sul piano culturale, ma sul piano commerciale, di marketing. Le grandi aziende pensano alla comunicazione, al target che si può raggiungere, alla piazza in cui si opera. Sul piano commerciale Milano e Roma hanno un " valore" più alto». È il momento giusto per cercare fondi privati attraverso sponsor? «È un mercato molto difficile. Anche perchè tutti si sono buttati alla caccia e con la riforma Franceschini il quadro peggiorerà. Tutti i direttori dovranno cercare risorse aggiuntive, ci sarà un'eplosione di ricerca di sostenitori. Per questo è importante avere dei prodotti culturali di alto livello ». Il Teatro Regio è un brand riconosciuto? «Sì, direi molto, a livello nazionale e internazionale. E soprattutto è un veicolo di comunicazione in Italia e all'estero. L'Alcantara, che è orientata soprattutto sul mercato estero, ha deciso di investire per questi due fattori. Ha scelto opere, per cui produrrà costimi o pezzi di scenografia, che andranno in giro per il mondo, da Hong Kong a Parigi». Si riesce a fare una programmazione a medio-lungo termine e non solo interventi spot di anno in anno o a seconda dell'evento? «Prima le aziende devono testare il "prodotto". Se funziona allora si possono fare ragionamenti di campagna più lunga. L'Alcantara, ad esempio, prevde un impegno triennale. E anche Finmeccanica ha sottoscritto un impegno di tre anni. Naturalmente gli obiettivi sono differenti, più istituzionali». Nel pacchetto della Fondazione per la Cultura c'è anche la Fondazione Musei: Palazzo Madama, Mao, Gam. Difficile trovare sponsor per i musei? «È difficile trovare un privato che sostenga un museo . È più probabile vendere mostra per mostra. Oppure attività specifiche, come la didattica nelle scuole, per raggiungere un target particolare». I soldi privati servono per compensare la perdita di contributi pubblici? «Sono convinto che le sponsorizzazioni debbano essere un di più. Non un sostituto del contributo pubblico». I cartelloni si fannoin base a quello che si può vendere? «No, assolutamente. La sponsorizzazione è ancillare, viene dopo, non prima. L'importante è il buon prodotto, la credibilità, il peso, anche istituzionale. In questo Torino può contare sul sindaco Fassino».
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Torino ha un grande appeal culturale e storico, ma il suo potenziale sul mercato delle sponsorizzazioni è ancora da scoprire. Milano e Roma hanno un "valore" più alto sul piano commerciale e di marketing. Tuttavia, il Teatro Regio è un brand riconosciuto a livello nazionale e internazionale, e l'Alcantara ha deciso di investire in lui. L'Alcantara previde un impegno triennale e ha sottoscritto un accordo con Finmeccanica. La Fondazione per la Cultura e Teatro Regio sta cercando fondi privati per il sistema culturale torinese. I soldi privati non devono sostituire il contributo pubblico, ma devono essere un di più.
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