NEI giorni scorsi, sulla vicenda del Colosseo, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha caldeggiato un decreto legge nel quale equipara la fruizione di un bene culturale ad un servizio essenziale. Senza entrare nel merito della vicenda che ha i suoi lati poco commendevoli e che reprime diritti altrettanto essenziali come il diritto allo sciopero, non si comprende la ragione che spinge il governo a sovrapporre ad enti democraticamente eletti commissari supervalutati indipendentemente dai risultati che riescono ad ottenere. Accade così per Bagnoli, per Pompei e così via. Difatti il 22 settembre scorso, alla riunione del comitato di gestione dell'Unità Grande Pompei, la Città Metropolitana, la Regione e tutti i sindaci convenuti si sono trovati surclassati da una proposta tanto surreale quanto generica. La proposta è venuta proprio dal commissario dell'Unità che, in sostanza, ha proposto di tagliar fuori tutti i comuni afferenti alla buffer zone del sito di Pompei con la prospettazione di una linea di collegamento, forse su gomma forse su ferro, tra il porto di Napoli, l'alta velocità e Pompei. Progetto da affidare o a Rfi o ad Invitalia, anticipato ieri da "Repubblica". La prima domanda che ci poniamo è la seguente: cosa c'è di virtuoso far arrivare attraverso l'Alta Velocità ulteriori turisti al sito archeologico di Pompei che ha difficoltà a contenerne 8.000 al giorno e che, essendo un turismo crocieristico, consumano il territorio senza lasciare alcunchè? La seconda obiezione è: perchè tagliare fuori città come Ercolano, Torre Annunzata- Oplonti Boscoreale, Portici, Stabia, Torre del Greco, quasi che nella classifica siano siti di minor pregio? Come non prendere in considerazione che anche il Vesuvio è Riserva Mab Unesco e soprattutto come trascurare che il Museo archeologico di Napoli contiene la maggior parte dei reperti provenienti da Pompei ed Ercolano ed è, sicuramente, uno dei più grandi del mondo? In quel consesso abbiamo fatto presente che uno dei compiti istitutivi della Città Metropolitana è il coordinamento dei comuni che ne fanno parte da attuare attraverso il piano strategico ed il piano di governo del territorio per armonizzare le opzioni di sviluppo e garantirne la fattibilità. Di fronte ai progetti in cantiere per Napoli Est e, soprattutto, al finanziamento della metropolitana di Napoli che attraverso San Giovanni a Teduccio completerà le sue corse all'aeroporto di Capodichino, come si può immaginare di sovrapporre un'ulteriore infrastruttura che non si armonizza con questi progetti in corso? L'autrice è vicesindaco metropolitano