Su cento turisti arrivati in Sicilia quest'anno, ne ritorneranno meno di venti nel 2016. Per chi ha appena visitato la patria di Pirandello e Sciascia la vacanza è stata "bella e impossibile" come scrive Luciana Filippi prendendo spunto da un successo della Nannini. La stagione d'oro per il turismo rischia di essere l'ennesimo fuoco di paglia: sui 12,5 milioni di presenze stimate da gennaio a settembre (mezzo milione in più del 2014) il sistema turismo siciliano ne ha fidelizzato circa due milioni. Percentuali lontanissime dalla Sardegna dove ritorna il 64 per cento dei turisti, dal Salento che fidelizza il 50,7 per cento e dalla riviera romagnola che ha il 47 di villeggianti abituali. «È un peccato mortale lasciare la più bella regione italiana in queste condizioni. Se fosse più pulita, più collegata, con più servizi per il turista, sarebbe perfetta per le vacanze, anche perché in un'ora di volo si arriva in un paradiso naturale e artistico. Purtroppo scesi dall'aereo più che una vacanza diventa un'avventura » racconta la viaggiatrice toscana in un portale web dedicato ai viaggi. Secondo una stima di Federalberghi Sicilia soltanto una percentuale che oscilla fra il 18 e il 20 ha deciso di eleggere nel 2015 l'Isola come destinazione abituale per trascorrere le ferie. I dati trovano conferme nei giudizi dei turisti. «E' una regione unica in Italia, ma è un'impresa visitarla, siamo tornati a casa più stanchi di quando siamo partiti» commenta una famiglia triestina in un blog di recensioni. Il concetto di "bella e impossibile" viene declinato in tutte le sue forme: «Splendida ma vergognosamente sporca» sentenziano Cristina e Filippo di Pavia, «Se decideremo di tornare, lasceremo i figli ai nonni. Non ci sono strutture per le famiglie se non a prezzi altissimi » sottolineano i coniugi Franceschini, bolognesi abituati agli standard della riviera romagnola. «Peccato, la Sicilia ha un capitale turistico enorme, sfruttato meno del 10» dice Aurelio Marchetti, milanese che per la prima volta ha attraversato lo Stretto. «Un volo da Bologna a Catania ci è costato seicento euro a persona, il prossimo anno andiamo a Barcellona che ci costa 150 euro a testa» analizzano Anna e Giacomo, di Forlì. E pensare che la stagione 2015 poteva essere il trampolino di lancio ideale per il turismo siciliano. La pericolosità delle mete nordafricane, la crisi finanziaria della Grecia hanno spostato mezzo milioni di turisti in più sulle coste siciliane. "Ci siamo fatti trovare impreparati commenta Nico Turrisi, presidente di Federalberghi Sicilia Anche se aspetterei i dati definitivi per definirla una stagione da record, l'aumento c'è stato, ma fino ad ora non siamo stati in grado di convincere il turista a tornare. Scontiamo una situazione drammatica delle infrastrutture, il costo esorbitante dei biglietti aerei e una generale mancanza di reputazione". Il sistema viario regionale al collasso, l'inefficienza del sistema di trasporto pubblico, la mal gestione e la poca fruibilità del patrimonio artistico e archeologico sono le critiche più frequenti dei turisti. «Volevamo girarla tutta in una settimana, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo forato due gomme in dieci giorni per due buche enormi. In dieci anni di guida ne avevo bucate altrettante. Grazie Sicilia per il regalo» ironizza Gianluca Mondani di Piacenza nel suo profilo Facebook. I confronti non mancano con l'altra isola maggiore. «Mi è rimasta la sensazione di un'enorme incompiuta. La Sardegna ha molto meno da offrire, ma lo offre molto meglio» scrive Ernesto Necci su un blog di viaggiatori. Le isole minori sono le uniche eccezioni: Lampedusa, Pantelleria, le Egadi e le Eolie sono realtà in grado di conquistare i turisti al punto da farli tornare. «Le Eolie mi sono rimaste dentro, una vacanza da sogno, Stromboli ci vediamo la prossima estate» promette Claudia Milanesi al popolo di Tweeter. E persino Palermo secondo le stime di Federalberghi è riuscita a fidelizzare più turisti della media regionale. «Abbiamo già prenotazioni per il prossimo anno assicura Nicola Farruggio presidente di Federalberghi Palermo Siamo al 22 di fidelizzazione e contiamo entro fine anno di arrivare al 25.