Aparte lo stabilimento di Favignana recuperato dalla Regione Siciliana con un investimento di alcuni milioni di euro, tutte le altre tonnare siciliane sono state stravolte, mortificate, vandalizzate. Sono diventate residence, ristoranti, discoteche, o semplicemente sono state abbandonate al degrado e i palischermi e le altre attrezzature utilizzate per la pesca del tonno sono stati rovinati dall'incuria o rubati. L'unica tonnara che si è salvata da questo triste e violento destino è quella di Scopello, una delle poche con un vincolo di tutela applicato e attivo dal 1984. Un luogo dove è ancora possibile, per intero, "leggere" l'architettura e la tipologia degli spazi e delle strutture dove, per un breve periodo dell'anno, vivevano comunità di uomini e donne, impegnate nella pesca e nella lavorazione dei grandi pesci pelagici. Oggi il sito è oggetto di un confronto tra chi vuole continuare a difendere questa storia e la sua vocazione culturale e paesaggistica e quanti vogliono trasformarlo in un lido balneare, in un caotico e indistinto luogo, come ne esistono tanti altri, dove farsi il bagno. Tra i primi ci siamo noi di Legambiente, tra i secondi l'attuale amministrazione comunale di Castellammare del Golfo. Vale dunque la pena di sgombrare il campo da alcuni equivoci di fondo che hanno fatto gridare allo scandalo, contro Legambiente che rinnegava se stessa, difendendo i privati, magari dietro lauto compenso, e negando il diritto al libero e pubblico accesso al mare: 1) la Tonnara di Scopello è proprietà privata e non è una spiaggia. Non c'è demanio pubblico balneabile da rivendicare, semplicemente perché non esiste, fatta eccezione per qualche scoglio. La sua aspirazione, la sua natura, la sua storia pluricentenaria sono altro. Ma non è comunque questo il punto; 2) il punto è il modello di gestione dei Beni culturali. Se nei Paesi latini l'unico modello esistente è stato lungamente quello pubblico, in quelli anglosassoni il potere pubblico ha spesso mantenuto il ruolo di regolatore sostenendo la gestione privata a condizione che fosse garantita la pubblica fruizione. Si pensi, per esempio, ai castelli nel Regno Unito o ai grandi musei negli Stati Uniti. Le ridotte finanze e i vincoli di bilancio europei hanno costretto anche Paesi come l'Italia e la Francia ad avvicinarsi sempre di più al modello anglosassone; 3) Legambiente sostiene la tutela del bene attraverso un modello di gestione sostenibile che riduca la pressione antropica, limitandola ad attività coerenti con la conservazione dell'immagine legata alle attività della tonnara. Per questo chiediamo, da tempo, alla proprietà di potenziare la fruizione museale, che non può rimanere secondaria rispetto ad altre attività economiche anch'esse utili per il mantenimento della struttura, compresa la balneazione che va certamente ridotta ad attività marginale. E' lo stesso approccio che stiamo chiedendo, coerentemente, per la fruizione della Scala dei Turchi a Realmonte e che abbiamo già sperimentato con evidente successo alla Spiaggia dei Conigli di Lampedusa, dove siamo ente gestore della riserva naturale; 4) in Sicilia esistono luoghi straordinariamente belli. Per difenderli e tutelarli spesso occorre porre limiti, anche drastici, alla loro fruizione indiscriminata. A Scopello vogliamo che i turisti possano scoprire e apprezzare l'antica tonnara, evitando che diventi un banale lido balneare. Se partiamo da questo approccio, radicalmente diverso da chi vuole solo prendersi la tintarella, vendere birre e staccare i biglietti di un parcheggio, ci sarà anche lo spazio per fare un tuffo, prevedendo il numero massimo di visitatori che il sito può sopportare in un determinato periodo, pretendendo magari di farlo senza nuotare in mezzo a motoscafi e barconi che il Comune di Castellammare e la Capitaneria di Porto dovrebbero per rispetto delle norme tenere a debita distanza dai faraglioni, anche per salvaguardare la posidonia e il percorso di archeologia subacquea realizzato dalla Soprintendenza del Mare. Così stanno le cose e così la pensa Legambiente. Questo, al momento, ci divide profondamente da chi si batte propagandisticamente e demagogicamente per il "mare libero". La Tonnara di Scopello è un luogo unico, testimone della fatica di chi ci ha lavorato per secoli e del rispetto del mare e delle sue risorse, in cui natura e architettura si fondono in un equilibrio delicatissimo e prezioso. Noi continueremo a salvaguardare e difendere la sua struggente bellezza e sappiamo che tantissimi condividono questa nostra sacrosanta battaglia. L'autore è direttore di Legambiente
SICILIA - perché i privati tutelano la tonnara
La Tonnara di Scopello, una delle poche tonnare siciliane ancora esistenti, è stata oggetto di un confronto tra coloro che vogliono difenderla e la sua vocazione culturale e paesaggistica e quelli che vogliono trasformarla in un lido balneare. La società Legambiente sostiene la tutela del bene attraverso un modello di gestione sostenibile che riduca la pressione antropica. Chiede alla proprietà di potenziare la fruizione museale e ridurre la balneazione a attività marginale. La società sostiene che la Tonnara di Scopello è un luogo unico e prezioso che deve essere salvaguardato e difeso.
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Bene culturale
Luogo