Dal baracchino del trippaio ai dehors dei locali pubblici: in attesa del parere degli uffici di Firenze, gli interventi del Comune di Prato sono congelati PRATO. Il caso più eclatante, e a suo modo comico, è quello della baracchina di Mau e Tamara, storici venditori di lampredotto e altre leccornie in piazza Mercatale. Il baracchino a molti piace così com'è, giallo e col tetto spiovente, ma va rifatto, dice la Soprintendenza ai beni architettonici di Firenze, e per rifarlo serve il parere della stessa Soprintendenza. Parere chiesto dal Comune già a febbraio, ma fino a ieri, dopo oltre sette mesi, non pervenuto. La conseguenza è che i lavori per l'allargamento del marciapiede sul Mercatale sono rimasti per un po' fermi in attesa del responso e poi si sono definitivamente bloccati, col marciapiede sistemato alla bell'e meglio. Fosse un caso isolato, si potrebbe archiviare insieme alle tante piccole cose che non funzionano nei rapporti tra enti pubblici. Ma purtroppo così non è. Ci sono tanti altri esempi che confermano l'esistenza di un problema di non poco conto: i lavori a Prato si fermano perché manca un parere della Soprintendenza. La questione più delicata, perché riguarda un grande numero di esercenti e tutti quelli che frequentano il centro storico, è quella dei dehors, cioè degli spazi davanti ai locali. Anche per quelli serve il parere degli uffici di Palazzo Pitti, e anche per quelli il parere non arriva. Qui la cosa si trascina da ancor più tempo rispetto al baracchino del trippaio. L'ultima volta ce ne siamo occupati a febbraio, quando si era già arrivati al terzo incontro tra i funzionari della Soprintendenza e l'assessore all'Urbanistica Valerio Barberis. L'oggetto del contendere era la richiesta del Comune di Prato di consentire l'installazione di gazebo con coperture fisse, mentre la Soprintendenza, ai sensi di un regolamento che la stessa giunta Cenni aveva provato a modificare, insisteva per consentire solo sedie e tavolini coperti da ombrelloni facilmente rimuovibili. Questioni di lana caprina? Non per i funzionari del Bapsae (questo l'acronimo burocratico dei custodi del bello). Di fatto il parere non è ancora arrivato. «Continuano a volere solo sedie e ombrelloni - spiega l'assessore all'Ambiente Filippo Alessi - ma ce lo dicono a voce. Abbiamo chiesto che ce lo mettessero per iscritto, ma non è arrivato niente». E così l'estate è passata coi vecchi dehors e nessuno può prevedere se e quando verrà dato il via libera a quelli nuovi. Un'altra questione bloccata in attesa di un cenno da Firenze è quella del posizionamento dei nuovi lampioni e delle panchine in piazza Duomo. Anche su questo la competenza spetta alla Soprintendenza, ma nonostante i solleciti del Comune, la riserva non è stata sciolta e l'assessore non può arrischiarsi a decidere una collocazione che poi potrebbe essere sconfessata. «Per noi è difficile anche solo parlare coi funzionari - si sfoga l'assessore Alessi - Lunedì ho provato a sollecitare di nuovo per il baracchino del trippaio, sapevo che erano tornati dalle ferie, ma non c'è stato nulla da fare». Alessi non esagera: anche noi per tre giorni abbiamo provato a contattare gli uffici, con lo stesso identico risultato.
PRATO - La Soprintendenza non risponde e i lavori si bloccano
Il Comune di Prato ha fermato i lavori per l'allargamento del marciapiede sul Mercatale in attesa del parere della Soprintendenza ai beni architettonici di Firenze. Il baracchino del trippaio è stato chiesto di rifarsi, ma il parere non è arrivato dopo sette mesi. Anche i dehors dei locali pubblici sono bloccati in attesa del parere della Soprintendenza. La questione dei dehors è delicata, poiché riguarda molti esercenti e frequentatori del centro storico. I lavori per il posizionamento dei nuovi lampioni e delle panchine in piazza Duomo sono anche bloccati.
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