Altri due mesi (almeno) per il cantiere al museo: si allontana così il ritorno in piazza Duomo delle bancarelle di souvenir PISA. I lavori al Museo delle Sinopie dureranno almeno altri due mesi. In vista della scadenza dell'ultima proroga al cantiere prevista per il prossimo 30 settembre, l'Azienda ospedaliera, dopo un incontro con la Sovrintendenza, richiederà ulteriore tempo. Tutto va in questa direzione. Peraltro, questa proroga era nell'aria visto che alla conclusione dei lavori è collegata la vicenda delle bancarelle di souvenir spostate in piazza Manin. E avvicinandosi il termine del 30 settembre nessun segnale era arrivato da Palazzo Gambacorti nei confronti degli ambulanti facendo quindi pensare che per la rimozione del cantiere si doveva aspettare ancora. Due mesi per una soluzione. La proroga dei lavori consentirà a questo punto all'amministrazione comunale di mettere a punto la strategia nei confronti delle bancarelle, visto che una volta rimossi i ponteggi andrà presa una decisione: o, come chiedono gli ambulanti, il rientro in piazza in virtù dell'ordinanza del 30 aprile 2012 che riteneva il loro trasferimento temporaneo ed esclusivamente legato ai lavori alle Sinopie, oppure la decisione definitiva di non consentire più il commercio ambulante in Piazza dei Miracoli in virtù del decreto Franceschini (l'Art Bonus) per il decoro e la salvaguardia delle aree monumentali. Decreto Franceschini che la Consulta ha modificato in un suo articolo (il 52) allargando anche alla Regione la consultazione, insieme a Comune e Sovrintendenza, per le eventuali revoche delle concessioni ambulanti. Intesa a tre. Ed una bozza di questo accordo a tre è ormai pronta. Bozza che per la prima volta mette nero su bianco il fatto che gli ambulanti non potrebbero rientrare in Piazza dei Miracoli proprio in virtù del decreto Franceschini. Si tratta di un protocollo di intesa di otto pagine a firma del presidente della Regione Enrico Rossi, del sindaco Marco Filippeschi e del Sovrintendente Andrea Muzzi, per l'applicazione dell'articolo 52 del Codice dei beni culturali e dei paesaggi. Nel protocollo si fa riferimento all'intervento della Consulta che, di fatto, non avrebbe modificato il senso dell'articolo ma solo integrato aggiungendo il parere della Regione. Tanto è vero che «il Comune di Pisa e la Soprintendenza - si legge nel protocollo - hanno rappresentato alla Regione Toscana la necessità di dare immediata attuazione ai principi della Suprema Corte, integrando i livelli istituzionali coinvolti nel quadro delle intese previste dal citato art. 52 anche con il livello regionale, per i profili di relativa competenza, così salvaguardando il rispetto delle prerogative riconosciute in abito costituzionale». Via le bancarelle dal Duomo. Dopo questi passaggi tecnici, ma necessari in seguito alla sentenza della Consulta, il protocollo affronta la questione bancarelle mettendo in primo piano la loro incompatibilità con l'area monumentale. «Il Comune di Pisa al fine di evitare danni che potrebbero determinare problematiche di rischio e compromissione dei complessi monumentali del sito Piazza Duomo si legge nell'articolo 6 dal titolo "Norme di salvaguardia" - non dovrà consentire usi incompatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione e, segnatamente, le forme di uso pubblico non soggette a concessione di uso individuale, quali le attività ambulanti senza posteggio anche in via temporanea, nonché l'uso individuale delle aree pubbliche di pregio a seguito di rilascio di concessione di posteggio o di occupazione di suolo pubblico, anche in via temporanea, ivi incluse le attività originariamente ubicate nell'area in questione e spostate in altro sito per eseguire lavori di restauro e manutenzione del patrimonio culturale tutelato».