INTERVENGO dopo aver letto l'articolo su Badia di Moscheta di Tomaso Montanari. Conosco e frequento Badia di Moscheta da diversi anni, una incantevole località che amo. Quindi quando ho avuto occasione di visitare la chiesa, e l'ho vista nel deplorevole stato in cui oggi si trova, ben descritto dal professor Montanari nell'articolo, ho provato lo stesso disagio e lo stesso sconcerto provati da lui. Detto questo però credo sia abbastanza semplicistico dire: la Chiesa di Badia di Moscheta è del vescovo di Firenze, quindi ci pensi lui a restaurarla, perché il vescovo in tutta la diocesi ha decine e decine di chiese, case canoniche, conventi a cui pensare, molti edifici necessitano di urgenti interventi di restauro e di consolidamento con conseguente necessità di ingentissimi finanziamenti. Lo stesso problema che ha il vescovo lo hanno anche tutti gli altri proprietari di questi patrimoni immobiliari, preziosissimi ma anche costosissimi da mantenere: penso ad alcune famiglie nobili fiorentine con eredità importantissime e prestigiose, ma altrettanto onerose. Non è automatico che chi ha la proprietà di beni così importanti poi disponga tout court delle risorse, o - se vogliamo - di tutte le risorse, per intervenire. Allora cosa fare per uscire da questa impasse? Credo vada creata una sinergia fra Stato Italiano (che deve urgentemente tornare ad investire sui beni culturali), Enti locali, proprietari privati, banche, sponsor privati, agenzie culturali quali: Fai, Italia Nostra, ecc. Relativamente allo Stato Italiano devo purtroppo registrare che i tagli della spending review hanno colpito con particolare violenza il settore dei beni culturali. Fino a pochi anni fa lo Stato, tramite le Soprintendenze, finanziava fino al 30 i lavori sui beni storico-artistici giudicati dalle Soprintendenze stesse di rilevante importanza, ora tutto questo non avviene più per mancanza di fondi. Le richieste che negli ultimi anni io stesso come architetto libero professionista ho avanzato per conto dei miei clienti alla Soprintendenza di Firenze sono ferme su qualche scaffale in attesa che lo Stato trovi i soldi che al momento non ci sono e che non sappiamo minimamente se e quando arriveranno. Questo stallo sta mettendo in seria difficoltà i proprietari che, attualmente, devono far fronte ai restauri con le sole loro risorse. Occorre con urgenza che il governo italiano cambi rotta. Beni culturali della importanza e la rilevanza della Chiesa di Badia di Moscheta, un complesso architettonico che, come ha rilevato Montanari, risale all'anno Mille e fu fondato da San Giovanni Gualberto in persona, devono trovare una loro naturale sistemazione. Occorre che per restauri di questa natura, Stato e privati insieme, attraverso una intelligente ed operosa collaborazione, trovino le risorse per intervenire. Edifici come questo sono la ricchezza della nostra Italia, non lasciamoli irrimediabilmente deteriorare. L'autore è libero professionista nel campo del restauro architettonico