Cantiere al ralenti per il consolidamento del palazzo municipale di Monfalcone: continuano ad affiorare reperti - piccole ceramiche, vasellame e altri pezzi di muratura dell'antica cittadella medievale sepolta - e così i lavori per l'irrobustimento dell'edificio datato 1860 vengono scanditi a ritmo di lumaca. Sono già quattro i mesi di ritardo accumulato sul cronoprogramma da quando il cantiere si è trasformato in una campagna di scavo archeologico per portare alla luce l'antica cintura perimetrale. Una scoperta certamente importante, oggetto anche di studio da parte degli esperti, che però apre interrogativi pesanti, soprattutto sulla conciliazione delle due tutele presenti sul sito: architettonica, e relativa all'edificio nelle sue parti esterne e interne e dunque inerente anche la funzione di rappresentanza comunale, e archeologica, in termini invece di valorizzazione dei reperti individuati. Stando al sindaco Silvia Altran, che già a luglio intravvedeva esiti positivi, siamo praticamente arrivati al dunque e la prossima settimana dovrebbero arrivare risposte significative dalle Soprintendenze investite della questione, al pari del Mibact. Determinante sarà stabilire, come chiarisce il dirigente dell'Unità operativa Opere pubbliche, Sergio Marconato, in quale percentuale i ritrovamenti risulteranno visibili. Perché se la tutela, ovvero la protezione dei beni antichi riguarda il 100 di quanto svelato, la valorizzazione non necessariamente potrebbe interessare tutti i ritrovamenti. Sotto il pavimento emerge un pezzo di città medievale. Ma i lavori, in ritardo già di due mesi, ora si complicano. Se così fosse, infatti, l'intero primo piano dell'edificio verrebbe "sacrificato" alla vocazione museale e il Comune si troverebbe alle prese con un problema di dislocamento di taluni uffici. Potrebbe anche darsi che una parte dei reperti, tutelata, venga con opportune precauzioni ricoperta per evitarne il danneggiamento. «È assolutamente plausibile», commenta Marconato. Ma a tali congetture solo gli enti preposti potranno dare risposte esaustive. Il dato finora certo è che la campagna di ricerche archeologiche, che perdura da otto mesi ormai, non si è ancora esaurita. Almeno per l'area su cui prima insisteva il bar, peraltro quella maggiormente soggetta a fessurazioni, dove gli archeologi continuano a "scavare" col pennello. Di conseguenza l'intervento di consolidamento procede con estrema lentezza. Si confidava di poter togliere le impalcature esterne quest'autunno, ma chissà se poi si riuscirà a rispettare tale scadenza. Per il momento, come riferito da Marconato, si sta ancora attendendo alcune autorizzazioni dalla Soprintendenza Archeologica: l'ente locale infatti deve sottostare alle decisioni delle istituzioni competenti. Visite e sopralluoghi sono comunque frequenti e a cadenza settimanale. Come testimonia anche il sindaco Altran, piuttosto ottimista: «Siamo felici di aver avuto la visita dei due soprintendenti Fozzati e Azzolini, ritengo che già la prossima settimana potrò comunicare qualche notizia importante». Relativamente agli interventi di maquillage del municipio, la prima cittadina riferisce di «operai che hanno iniziato a realizzare i cordoli», mentre «proposte di valorizzazione sono state svolte da esperti su commissione ministeriale». Su un punto Altran pare molto determinata: «Vogliamo che il municipio sia funzionale e dunque possa rispondere alle tipiche esigenze della sede comunale. Proprio ieri (martedì, ndr) Fozzati mi ha assicurato che a breve il cerchio sarà chiuso». Insomma, il sindaco è convinto che la soluzione sia dietro l'angolo: «Sicuramente, e non lo neghiamo, c'è stato un rallentamento del cantiere maggiore rispetto a quello che ci attendevamo, ma contiamo, una volta sciolti gli ultimi nodi, di poter procedere speditamente alla conclusione del consolidamento». «Se nel frattempo - conclude - il Ministero dei Beni e attività culturali sarà riuscito a rintracciare le risorse necessarie a valorizzare questo patrimonio noi saremo i primi a gioirne». Staremo dunque a vedere, tra una settimana, come e in che misura il pubblico, in futuro, potrà ammirare i reperti emersi negli scavi delle fondamenta, vale a dire le mura e il fossato dell'antica Monfalcone medievale, assieme a monete, ceramiche e una straordinaria spada a un'impugnatura e mezza, cioè utilizzabile da entrambe le mani, definita dagli oplologi bastard sword.