Otto migranti arrivano lunedì agli Uffizi. Saranno ospitati nella sala del camino al piano del gabinetto disegni e stampe e ci rimarranno fino all'otto novembre. Ce li porta Luca Pignatelli, dipinti su otto vecchie tavole di legno. L'occasione è la piccola mostra organizzata dalla Galleria per festeggiare la donazione da parte dell'artista di un autoritratto. Della mostra che Pignatelli ha voluto intitolare Migranti si sa poco. Ma del suo lavoro si sa molto. Sopratutto la trama che si ripete, la memoria, la storia, le radici e la difficile comvuvenza di quello che siamo stati e di quello che siamo. Poi c'è il biglietto di invito: una scultura classica diventata un quadro, un volto che viene dal mondo degli eroi e degli dei diventato il suo autoritratto. E non si fa fatica a immaginare che questa sarà la strada intrapresa per raccontare i migranti. Avranno i volti e i corpi perfetti trovati all'alba della nostra storia, nostra di occidente. Chissà che ne pensa Salvini. Un'ultima nota per Antonio Natali, il direttore uscente della Galleria. Che dopo aver portato opere degli Uffizi a Gomorra, porta ora nella Galleria la tragica emergenza dei migranti. Questa si che è è una bella idea di cultura, viva e potente.