Una immobiliare milanese ha presentato un'offerta da 992.000 euro all'asta per l'aggiudicazione dell'ex esattoria LUCCA. Palazzo Andriani ha un nuovo padrone. Alla quinta asta l'ex esattoria di via Cesare Battisti ha finalmente trovato un acquirente. Si tratta di una società immobiliare di Milano, che rimetterà in sesto l'immobile. Con quali finalità, ancora nessuno lo sa. Ok, il prezzo è giusto. Di certo c'è solo che lo scorso 18 settembre, un procuratore nominato dalla suddetta società ha fatto pervenire allo studio del curatore fallimentare della "Immobiliare Emme C", il ragionier Fabio Vergamini di Castelnuovo, l'offerta buona. Il prezzo fissato dal giudice, dopo che le aste precedenti erano andate deserte, era sceso a 992.000 euro. Una somma appetibile visto che la prima volta lo storico immobile a due passi da palazzo Pfanner fu battuto a 3 milioni e 100mila euro. E pensare che nel 2007, la "Immobiliare Emme C" lo aveva acquistato da un'altra immobiliare milanese, la Oliva, per 5 milioni e 300mila euro per farci un albergo di lusso. Soldi pagati solo in parte a causa del fallimento della società proprietaria. Il prezzo inferiore al milione di euro, dunque ha attirato una nuova società milanese, che ha fatto pervenire la sua offerta giusta (l'unica peraltro). «L'aggiudicazione al momento è provvisoria spiega il ragionier Vergamini Dopo la presentazione dell'offerta ci sono dieci giorni nei quali altri soggetti possono presentare dei rialzi non inferiori a un quinto del prezzo a cui il bene è stato aggiudicato. Trascorso questo lasso di tempo, se nessuno si farà avanti, l'aggiudicatario avrà 60 giorni per il pagamento della somma. Solo al termine di questi passaggi il passaggio di proprietà potrà dirsi definitivo». Una buona notizia per i creditori dell'Immobiliare Emme C, ma anche per la città, che vedrà rinascere uno dei suoi palazzi storici. Segno che qualcosa, sul fronte immobiliare della Lucchesia, comincia a muoversi (vedi a destra, la vendita dell'immobile che ospitava il calzaturificio Consuelo). I vincoli. Ora l'interrogativo concerne la destinazione del palazzo. I nuovi proprietari non avranno mano libera: dovranno fare i conti con il vincolo posto dalla Soprintendenza a causa di alcuni affreschi all'interno dei saloni del pian terreno. Inoltre il fatto che ci si trovi di fronte a un edificio storico, chiuso da tempo e bisognoso di massicci interventi, fa incrementare i costi di recupero. A complicare ancora di più la situazione, il fatto che non tutto il complesso è finito all'asta: all'ultimo piano ci sono degli appartamenti privati non interessati dalla procedura. Hotel o appartamenti. Alla fine dei conti i possibili utilizzi per una struttura del genere non sono molti. L'essere al di fuori delle "rotte commerciali" del centro rende ardua l'idea di realizzarvi negozi. Per questo le destinazioni più probabili sembrano essere la residenziale (anche se ci sarebbe necessità di una variazione) e l'alberghiera. Proprio con questa finalità la Immobiliare Emme C lo aveva acquistato nel 2007 dall'Oliva. Quest'ultima, a sua volta, lo aveva preso per 4 milioni dal ramo immobiliare del Banco Popolare, che nel frattempo l'aveva "svuotato" per portare gli uffici dell'esattoria prima in via Angeloni a Sant'Anna poi nella nuova sede di Guamo.