UNA pompeiana, 35 o forse 40 anni. Viveva in una città dove i romani ancora non c'erano. Era il 350 avanti Cristo all'incirca, a Pompei. Quando morì, la donna fu sepolta in una tomba a cassa, cioè con pareti alte in pietra, ricoperte da una lastra. Il corpo deposto a terra, alla sinistra del cadavere una decina di vasi, offerte per la defunta, come un'anfora, un cratere, alcuni piatti, una coppa, una lekythos ariballica, cioè un contenitore per olii profumati e unguenti, tutti decorati a figure rosse. Ai piedi, un'anfora senza decorazione coperta da un piatto, forse un'urna cineraria. «Lo capiremo più in là - spiega l'archeologo francese Henri Duday, grande esperto di necropoli antiche quello che è certo è che la defunta era una donna adulta, con ossa demineralizzate e fragili. Dobbiamo ancora trovare il cranio, lo scavo prosegue». Fuori Porta Ercolano, lungo via dei Sepolcri, i turisti transitano verso la Villa dei Misteri. Dietro le recinzioni di cantiere, dove sono allineate antiche botteghe, tra la strada e la Villa delle Colonne a mosaico, il Centre Jean Bérard di Napoli in collaborazione con la soprintendenza da oltre dieci anni ha in corso un programma di ricerche su "Artigianato ed economia a Pompei". Quattro anni fa è partito lo studio di un atelier di vasai, tre botteghe in attività al momento dell'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo: sono venute alla luce tre fornaci, un ambiente in cui i vasi venivano modellati, con le impronte di 4 torni e vasi crudi in fase di essiccazione. La tomba si salvò dal bombardamento alleato su Pompei del 1943: un ordigno esplose a pochi metri, facendo deflagrae le lastre della tomba. Gli scavi diretti da Laëtitia Cavassa del Cnrs con il Jean Bérard di Napoli, guidato da Claude Pouzadoux, e condotti assieme a Bastien Lemaire dell'università di Montpellier, sono costati 5mila euro: a pagare il ministero degli Esteri francese e alcuni di mecenati d'oltralpe (CMD, Artfusion, Art et luxe e altri privati). La tomba scoperta è all'estremità sinistra dell'officina dei vasai. Anzi, secondo il soprintendente Massimo Osanna, potrebbe esserci stata una sorta di rispetto per la funzione funeraria dell'area anche se in antico oltre tre secoli e mezzo separavano le due fasi: quella sannitica, con le tombe (altre sepolture potrebbe essere scoperte nel prosieguo dello scavo), e quella romana, con la bottega. «Si tratta di una rarissima tomba sannitica - spiega Osanna - che può contribuire a fare luce sulla società pompeiana in un momento cruciale della storia della Campania antica». Nonostante Pompei sia stata nel IV secolo avanti Cristo un centro pienamente sotto il controllo dei Sanniti, che si erano spinti sulle coste del golfo di Napoli già nel corso del V secolo, di quella fase funeraria restano solo ricordi di scavi ottocenteschi a Porta Vesuvio. «Pompei continua ad essere una fonte inesauribile di scoperte scientifiche - ricorda Osanna e siamo orgogliosi della stretta cooperazione internazionale che abbiamo con le missioni archeologiche. Pompei è una città tuttora viva, non solo da salvaguardare, ma che continua a produrre elementi di studio e a perpetrare in qualche modo la sua anima». Le missioni di scavo continuano a riservare sorprese. Come quella del Suor Orsola Benincasa che ieri ha messo alla luce una fossa votiva nell'area del portico occidentale del Foro di Pompei, parte di un'area sacra collegata al tempio di Apollo che è alle spalle. Scavi e ricerche che spingono il soprintendente Osanna a illustrare il progetto di valorizzazione di arti e mestieri pompeiani con l'allestimento degli spazi attualmente occupati dal punto ristoro all'interno degli scavi, il ristorante gestito da Autogrill. Il servizio sarà spostato a Casina dell'Aquila e i locali delle Terme del Foro che si libereranno «saranno allestiti per raccontare aspetti inediti della storia di Pompei, in un punto centrale anche per la fruizione turistica», spiega Osanna. Intervento che sarà finanziato con fondi della soprintendenza nel 2016. La zona dello scavo fu esplorata nel XIX secolo. La sfida per ampliare la conoscenza e l'offerta al pubblico resta ardua e impegnativa. Colpisce la presenza delle fornaci, accanto alle quali gli archeologi francesi hanno trovato vasi crudi che erano pronti per essere cotti al momento dell'eruzione: erano boccalini per bere, che però non giunsero mai nelle mani dei pompeiani, in quella tarda estate del 79 dopo Cristo.
la Repubblica
22 Settembre 2015
Pompei, l'ultima scoperta è di una donna sannitica la tomba ricca di vasi
AN
Antonio Ferrara
la Repubblica
Una donna di 35 o 40 anni, vissuta a Pompei nel 350 a.C., è stata sepolta in una tomba a cassa con una decina di vasi offerti per la sua defunta. La tomba è stata scoperta in un'officina dei vasai, e gli scavi hanno rivelato anche tre fornaci e vasi crudi pronti per essere cotti. La tomba è una rarissima tomba sannitica, che può contribuire a fare luce sulla società pompeiana in un momento cruciale della storia della Campania antica. Gli scavi sono stati condotti dal Centre Jean Bérard di Napoli e hanno costato 5.000 euro.
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