LA STORIA ritrovata. Attraverso i reperti archeologici rinvenuti durante in Puglia durante gli ultimi dodici mesi, quanto mai fruttuosi a giudicare dalle scoperte. A ripercorrerle ma, soprattutto, a darne conto in maniera sistematica alla comunità scientifica, e non solo, sarà il soprintendente archeologo regionale Luigi La Rocca: domani a Taranto all'ex convento di San Francesco, sede dell'Ateneo, in occasione del convegno internazionale di studi sulla Magna Grecia. Non solo. L'occasio- ne sarà ghiotta sì per apprendere quanto è venuto a galla durante questi dodici mesi di campagne di scavi ma, dulcis in fundo, per annunciare quella che La Rocca definisce una «nuova eccezionale acquisizione per il patrimonio archeologico della Puglia». È di un ritorno a casa che si parla, ovvero della restituzione dal museo tedesco di Mainz dietro le quinte l'imprescindibile opera dei carabinieri del nucleo tutela del Patrimonio culturale in forze a Bari di un pregiato corredo funerario che, risalente al Neolitico, fu tirato fuori e trafugato a Laterza dai tombaroli nel 1978. «È una restituzione importante perché - anticipa - evidenzia anche una nuova coscienza da parte dei musei che incautamente, nel passato, si sono ritrovati ad acquisire reperti di dubbia provenienza. Poi, naturalmente, c'è il dato scientifico di un corredo che proviene da un'area fondamentale per gli studi del Neolitico che è quella di Laterza e comprende, fatto singolare per l'epoca e lo stato delle nostre conoscenze, parliamo pur sempre di 6500 anni fa, alcuni oggetti di importazione. Fra tutti il più prezioso è una splendida ascia in pietra verde, giadeite a voler essere precisi, di provenienza senza dubbio alpina visto che questo materiale non è presente nel Sud». Fatto sta che questo tesoro ritrovato non resterà chiuso in qualche deposito, come purtroppo spesso accade: da venerdì, infatti, potrà essere ammirato nello spazio espositivo allestito nella sede della Soprintendenza, ovvero nell'ex chiostro di San Domenico a Taranto. Oltre la restituzione, invece, di rilevante, svela La Rocca, «parleremo dele scoperte di insediamenti del Neolitico che, da qualche anno, si succedono nel Nord della Puglia, in particolar modo a Biccari. Mi riferisco al ritrovamento di un'area artigianale che, circa 6mila anni fa, era specializzata nella produzione di statuine femminili. Parliamo di oggetti di per sé rari e qui, a Biccari, ne abbiamo trovati decine e decine di frammenti che i nostri restauratori stanno ora cercando di ricomporre. E non mancano novità dalle campagne archeologiche ad Egnazia: si sta scavando in un'area di abitato nei pressi delle terme che sta svelando le fasi di vita più antiche dell'età romana dell'insediamento e, fra i ritrovamenti, spicca un meraviglioso se non rarissimo icosaedro in cristallo di rocca: un oggetto che reca, incisi in lettere greche su ciascuna delle sue venti facce, una serie di numeri ». Dal Salento, infine, i rinvenimenti più importanti per le novità di carattere storico e archeologico che portano. «A cominciare da Rudiae, l'antica città messapica alle porte di Lecce dov'è in corso da novembre lo scavo dell'anfiteatro del I secolo dopo Cristo. A Castro, infine, a luglio, una scoperta senza precedenti: una statua di Minerva e altri straordinari materiali di età ellenistica, risalenti al IV secolo avabti Crito e di fattura tarantina, che rappresentano il coronamento del sogno di qualsiasi archeologo, ovvero il ritrovamento di reperti che confermano i racconti delle fonti letterarie. In questo caso, la presenza a Castro (Castrum Mnervae) di quel santuario di Atena Iliaca ricordato da Virgilio nell'Eneide».