IL COMITATO di cittadini che si oppone alla bonifica dell'area della Goccia, alla Bovisa, non demorde. E- nonostante i lavori siano già partiti - organizzeranno per il 28 settembre una manifestazione davanti a Palazzo Marino per cercare di far tornare il Comune sui propri passi. L'obiettivo finale per i residenti è quello di salvare 2500 alberi che con i lavori di escavazione andrebbero perduti, oltre alla volontà di mantenere intatta un'area di circa 42 ettari, attualmente occupata da un bosco spontaneo cresciuto attorno a vecchi ruderi di archeologia industriale che hanno smesso di funzionare circa 30 anni fa. «Con la scusa di una bonifica radicale e della ventilata conversione a giardinetto - dicono dal comitato - con lo scavo del terreno e l'abbattimento degli alberi viene spazzata via dalle ruspe niente di meno che la possibilità di un bellissimo Central Park milanese. Il parco la Goccia infatti potrebbe essere collegato al verde sia a Nord che a Sud, dalla periferia al centro dei grattacieli di Porta Nuova, con un fronte di chilometri da percorrere a piedi o in bicicletta ». Per il Comune invece, l'obiettivo è quello di realizzare la bonifica e fare spazio a un altro parco, ben diverso, che prenderà il nome di "Parco della Bovisa". Il motivo del contendere sta nella metodologia di analisi dei livelli di inquinamento sui terreni dell'ex gasometro utilizzata dal Comune. «I prelievi di terra sono stati fatti su una superficie alta un metro - spiegano dal comitato - e poi è stata fatta una media dei livelli di inquinamento». Per i residenti una diversa e più approfondita analisi avrebbe portato ad altri risultati. «Quello che ipotizziamo noi - aggiungono dal comitato - è che gli inquinanti siano a una profondità tale per cui non sono più dannosi». Su questa differenza di vedute si sta consumando anche una battaglia legale: i residenti hanno infatti portato un esposto al Tar di cui si attendono gli esiti. Nella disfida, al momento, sembra avere la meglio Palazzo Marino, che non è intenzionato a fare passi indietro. Anche perché in ballo ci sono 5 milioni di fondi ministeriali messi in campo per la riqualificazione.