Oggi il ministro Dario Franceschini risponde ad un'interrogazione sull'apertura ritardata al Colosseo. Non si spengono le polemiche con i sindacati, «è infamante dire che io abbia chiesto la lista di coloro che hanno partecipato all'assemblea sindacale», commenta Franceschini. Ieri una turista austriaca è stata sorpresa mentre incideva la sua sigla su un pilastro del Colosseo Non si spegne la diatriba tra Mibact e sindacati seguita alla ritardata apertura del Colosseo e di altri siti archeologici, per assemblea sindacale lo scorso venerdì. Oggi il ministro Dario Franceschini risponderà ad un'interrogazione del gruppo Pd alla Camera, dove si chiede «come il governo intenda tutelare da un lato i diritti dei cittadini di usufruire del patrimonio culturale e l'interesse nazionale a garantire un servizio di qualità e dall'altro predisporre efficaci e semplici procedure, entro le quali siano garantiti i diritti dei lavoratori del settore e il sollecito pagamento delle loro spettanze». Ieri è stata un'altra giornata di polemica accesa, «la soprintendenza ha chiesto l'elenco dei lavoratori che si riunirono in assemblea», commenta Claudio Meloni della Cgil, riferendosi alla pubblicazione della notizia da parte del «Fatto Quotidiano», e aggiunge «si tratta di una richiesta legittima, ma non era mai stata fatta prima». La richiesta dell'elenco dei lavoratori partecipanti fa andare su tutte le furie il ministro. «È offensivo ed infamante anche solo pensare che io possa aver chiesto alla soprintendenza la lista dei nomi dei lavoratori che hanno partecipato all'assemblea. È una notizia del tutto inventata», risponde Franceschini. La spiegazione ufficiale arriva da una nota della Soprintendenza al Colosseo: «La puntuale verifica della partecipazione del personale alle assemblee sindacali è un obbligo di legge. È una verifica funzionale al conteggio delle ore di partecipazione dei singoli dipendenti a quest'attività, che non deve superare il numero di 10 nell'arco di un anno». E la stessa soprintendenza aggiunge che è «del tutto priva di fondamento la notizia che dagli uffici centrali del ministero sia stata fatta una richiesta alla Soprintendenza per avere un rapporto urgente su quanto avvenuto venerdì». Ma a parte le precisazioni la situazione resta molto tesa, tanto che il coordinamento nazionale di Flp-Bac ha proclamato uno sciopero di 24 ore della categoria. «Non abbiamo ancora deciso la data -dice Rinaldo Satolli, coordinatore nazionale - La verità che si sta mettendo a dura prova la disponibilità e il buon senso dei lavoratori». L'Usb ha invece convocato per venerdì 2 ottobre un corteo, che partirà simbolicamente dal Colosseo alle 17 ed arriverà alla Prefettura di Roma, passando sotto il Campidoglio. «Una manifestazione - spiega il sindacato - dalla parte dei lavoratori, individuati continuamente come il nemico pubblico della città. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati i dipendenti che lavorano al Colosseo, messi alla gogna perché hanno esercitato il loro diritto di riunirsi in assemblea». E ieri uno nuovo sfregio ha riguardato l'Anfiteatro Flavio: una cittadina austriaca di 40 anni è stata sorpresa dalla vigilanza interna mentre incideva le iniziali del suo nome con un coltellino sul pilastro forense n. 58. La donna è stata denunciata a piede libero dai carabinieri della stazione di piazza Dante. Ogni anno sono una decina i vandali, spesso stranieri, sorpresi a rovinare il monumento