Personale ridotto al lumicino, ingressi a singhiozzo. E figuraccia Firenze - Sono musei invisibili, oscurati dai fratelli 'maggiori', chiusi alle visite per assenza di personale. Stiamo parlando di gioielli come il giardino della Villa di Castello, quasi sempre chiuso per permettere a Villa La Petraia di avere tutti i custodi. Ma anche spostandoci nel centro storico della città, si possono trovare spazi con capolavori d'arte difficili da visitare, come Orsanmichele, il museo che ospita capolavori di scultura rinascimentale. Ormai chiuso al pubblico da anni è invece lo spazio espositivo delle carrozze reali, nei locali interni a Palazzo Pitti. Qui si trovano rari esemplari di cocchi appartenuti ai Lorena e ai Savoia. In un momento in cui si discute sul valore dell'arte, diventato servizio pubblico essenziale, ci si dimentica troppo spesso di ridare dignità a quei luoghi praticamente negati al pubblico, destinati all'oblio per carenza di organici. Sul sito dell'ex Polo museale leggiamo che per visitare il giardino della Villa di Castello è consigliato telefonare per verificare il giorno di apertura. Ormai le visite al giardino, oltretutto gratuite, non sono più garantite, visto che il personale è in comune con Villa La Petraia. Basta una malattia, un giorno di ferie, oppure un contrattempo, che tutte le forze in organico sono destinate alla Petraia. Eppure il giardino, adiacente alla villa medicea adesso sede dell'Accademia della Crusca, fu curato e allestito su indicazione dello stesso Cosimo I con una simbologia di statue, fontane e grotte. Dopo la riforma Franceschini, le Ville Medicee sono state assegnate al Polo museale regionale diretto da Stefano Casciu. Lo stesso direttore ha ammesso che da tempo ormai la gestione della Petraia è ridotta al limite, con le conseguenti ricadute sul giardino di Castello. Anche la soluzione del 'prestito' di personale da Ales, la società che ha recuperato i lavoratori del Maggio, è stata già esaurita nei musei visitabili a pagamento, come gli Uffizi. Tra le proposte per affrontare l'emergenza organico delle ville medicee, era stata presentata quella di una collaborazione con gli enti locali e le associazioni. Un'altra nota dolente è Orsanmichele, museo statale nella centralissima via dei Calzaioli, aperto gratuitamente solo sette ore a settimana. Confluito nel nucleo autonomo del Bargello, con le Cappelle Medicee e le due case museo Davanzati e Martelli, Orsanmichele rappresenta uno spreco e un peccato per l'arte, che la nuova direttrice Paola D'Agostino dovrà affrontare. Infine ci sono le Carrozze parcheggiate dentro Palazzo Pitti, non visibili al pubblico, ma oggetto di prestiti per molte mostre nazionali. Questa collezione è legata ad un progetto di rilancio che giace nella polvere da 10 anni. Ci fu la proposta di mettere una parete a vetro, per permettere almeno la visibilità esterna. Anche in questo caso, comunque, sarà il futuro direttore-manager a valutare la questione.